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La questione moschea passa dal Consiglio

Dopo che il Comitato dei garanti ha bocciato il quesito referendario presentato dai No Moschea, in Comune si torna a parlare di luoghi di culto

PISA — La questione Moschea torna in sala delle Baleari grazie a un emendamento alla variante di monitoraggio proposta di Giovanni Garzella (Pisa c'è), ex capogruppo di Forza Italia e ora nel gruppo misto, che, in sintesi, chiede di cambiare la destinazione della porzione di terreno di Porta a Lucca dove dovrebbe sorgere l'edificio religioso da area per la costruzione di edifici di culto ad area destinata a verde privato.

In pratica l'emendamento pone al Consiglio lo stesso quesito che il referendum, se fosse stato accettato, avrebbe posto ai cittadini pisani.

"Non condivido questo Referendum -aggiunge Garzella- anche perché, in caso di un’ipotetica vittoria dei No Moschea, dal punto di vista amministrativo non si potrà mai trasformare l’area di Porta a Lucca da area di culto ad area a verde, a meno di non volere esporre l’Amministrazione Comunale al rischio se non addirittura alla certezza di risarcimenti, con pesanti impatti negativi sul bilancio comunale, come ho già ribadito".

Presentando l'emendamento l'ex capogruppo forzista mette le carte in mano al Consiglio comunale, che sarò chiamato ad esprimersi su una questione che da tempo fa discutere.

Un modo per dare voce sia  alle 2700 persone che  "hanno firmato inconsapevolmente qualcosa che non si potrà fare" che ai cittadini di religione musulmana che hanno acquistato il terreno per costruire la moschea.

Il consigliere, nell'atto con il quale ha presentato l'emendamento, infatti precisa: "Impedire ad un nostro fratello non cattolico di pregare Dio, con qualunque dei Suoi nomi con cui Lo si invochi (Dio, Jhavé, Geova o Allah) e nei modi che preferisce non è conforme ai miei insegnamenti religiosi".


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