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"Acqua fredda in cella, muffa e poco personale"

Il Don Bosco visto dal consigliere regionale Romanelli: "Il sovraffollamento dei detenuti è parzialmente diminuito"

PISA — "Assenza di acqua calda nelle celle e spesso anche nelle docce e umidità e muffa nei locali antistanti alle cucine: in generale una situazione di fatiscenza per un istituto che avrebbe bisogno assoluto d’interventi e lavori”. La descrive così, dopo la sua visita, la casa circondariale Don Bosco di Pisa il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

“Ieri mercoledì 8 ottobre - ammette -, ho svolto una visita ispettiva a sorpresa. Purtroppo ho dovuto riscontrare molte delle segnalazioni che già mi erano pervenute dai compagni radicali".

"Il sovraffollamento dei detenuti è parzialmente diminuito, anche per effetto delle nuove norme sulla custodia cautelare, ma ancora il personale è sotto organico: 194 unità a fronte delle 250 necessarie e spesso deve fronteggiare anche situazioni 'complicate' come la presenza di tre anziani psichiatrici autori di omicidio detenuti nell'area sanitaria”. 

“A Pisa solo il 10 per cento dei detenuti svolge saltuariamente qualche attività lavorativa: come si può minimamente ipotizzare un qualsiasi reinserimento sociale al termine della pena?”. 

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