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Via i pisani. La Regione Toscana rimpasta la giunta

Scaletti, Targetti e Allocca fuori dal governo Rossi. Dentro Saccardi (vicesindaco di Firenze) e Bobbio. Manca il terzo nome

PISA — Via pisani e "simpatizzanti". Il messaggio passerebbe un po’ così, se il governatore della Toscana non vivesse in provincia di Pisa. Dopo "l’abdicazione" di Letta e "l’ascesa al trono" del segretario-sindaco-nuovo premier Renzi, anche la Regione Toscana ha deciso di mettere mano alla sua giunta, cambiando qualche fiorentino.

La nuova campagna pubblicitaria turistica Toscana non era piaciuta a Enrico Rossi, ma non può bastare questo a giustificare l’addio a Cristina Scaletti.

Via anche la vicepresidente e assessore all’Istruzione Stella Targetti, che raccoglie sul web la solidarietà del ministro Carrozza, pisana e per ora alla corte del fiorentino, ma con la valigia pronta.
Nuova vicepresidente è Stefania Saccardi, vicesindaco di Firenze e tra le persone più vicine a Renzi, mentre di Istruzione e formazione si occuperà Emanuele Bobbio, 34 anni e ricercatore di Bankitalia.

Fuori dalla giunta va anche Salvatore Allocca, di Rifondazione Comunista e assessore al Welfare. Welfare e Cultura sono le “poltrone rimaste vuote”, quindi. E agli avvicendamenti di giunta manca solo un nome.

Nelle ultime ore si fanno insistenti le voci che vedrebbero Luigi Marroni, assessore alla sanità toscana, pronto per fare le valige per Roma ed entrare nell'esecutivo di Renzi, forse continuando a occuparsi di sanità come sottosegretario e la lucchese Stefania Giannini senatrice eletta con Monti, che sarebbe pronta ad andare a ricoprire il ministero che fino a venerdì era di Maria Chiara Carrozza.

Questioni di campanile a parte, un fiorentino che succede a un pisano alla guida del governo non poteva lasciare inalterata la geografia politica della Toscana.

In questa scia si inserirebbe anche la scelta dell'assessore che ancora manca a Rossi. Sono vari i nomi che stanno circolando, ma tutti alieni ai lettiani e a Pisa. Nella ultime ore uno abbastanza accreditato sarebbe quello di Giorgio del Ghigaro, l'attuale sindaco uscente di Capannori, un altro lucchese che da tempo cerca una collocazione per la fine del sua secondo mandato e che ha fatto di Capannori il Comune della raccolta differenziata per eccellenza, operazione che gli ha portato visibilità e che potrebbe valere una nomina ad assessore regionale magari proprio la posto di Marroni. Insomma ancora una volta finita l'era Letta si va a cercare di la dal Monte Serra, dove si sa che i renzianisono forti.

Rossi ha salutato con favore il nuovo toscano alla guida d’Italia e, nell’augurare buon lavoro a Renzi, ha ricordato come “in questi anni Regione e Comune hanno lavorato bene insieme, a dimostrazione che le divergenze politiche non impediscono la collaborazione”.

Ricordando al giovane rottamatore che “Abbiamo bisogno di un governo che produca fatti significativi sul fronte delle riforme e soprattutto sul piano economico e sociale”, gli ha dedicato un brano di Machiavelli che sa di monito: "Si deve porre in difesa di un'istituzione coloro che hanno meno appetito di usurparla. E senza dubbio, se si considerano i fini dei ricchi signori a paragone di quelli del popolo, si vedrà nei primi il desiderio grande di dominare e nei secondo solo il desiderio di non essere dominati e, di conseguenza, una maggiore volontà di vivere liberi, avendo minore ambizione di usurpare di quanto non possano i ricchi signori. Per questo motivo ponendo il popolo a guardia della libertà è ragionevole che esso ne abbia più cura, perché non potendola usurpare impedirà ad altri di farlo".

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