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Posta a giorni alterni, non c'è la data

Comunicato di cinque Comuni: "Sul sito di Poste la data in cui inizia la consegna alternata non c'è. Bisognava combattere a livello centrale"

VICOPISANO — Riguardo l’avvio della procedura di consegna della posta a giorni alterni cinque Comuni cioè Vicopisano, Buti, Vecchiano, Calci e San Giuliano Terme sono intervenuti con un comunicato congiunto per sottolineare che la data annunciata da Poste Italiane, ovvero 6 febbraio, non compare in nessuna comunicazione ufficiale.

"A fine dicembre - hanno scritto i cinque Comuni - è arrivata ai nostri Uffici una lettera che comunicava che anche il nostro territorio comunale rientrava all’interno di tale progressiva riorganizzazione, rimandando al sito poste italiane.it per l’elenco dei Comuni interessati e le relative tempistiche. Ad oggi, per i nostri Comuni il sito riporta ancora l’indicazione “data definitiva da definire”. Apprendiamo tuttavia dagli articoli sindacali e dalle risposte dell’azienda che la nuova impostazione scatterà gradualmente da febbraio prossimo. Appena informati e nonostante il periodo festivo abbiamo cercato di capirne di più, ma abbiamo verificato come già fossero 2500 i Comuni passati alla nuova impostazione del servizio".

"In buona sostanza - hanno aggiunto i cinque Comuni - Poste Italiane, ormai società di diritto privato sempre più lontana dalla funzione sociale di servizio pubblico un tempo ricoperta, ha deciso che a partire dal mese di febbraio 2017 sarà progressivamente implementato in ulteriori aree del territorio nazionale il nuovo modello di recapito a giorni alterni".

"Nello specifico, tale misura prevede che ci sia consegna degli invii postali a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana – martedì e giovedì in quella successiva). La raccolta degli invii dalle cassette di impostazione sarà effettuata con la medesima frequenza sopra indicata, mentre restano invariate le attività di raccolta presso gli uffici postali".

"Si tratta di una misura che riguarda, a oggi, nel complesso delle 3 fasi, quasi 5000 comuni in Italia con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti (fonte sito Poste Italiane). Nello specifico della Provincia di Pisa riguarda i Comuni di: Bientina, Buti, Calci, Capannoli, Casale Marittimo, Casciana Terme Lari, Castelfranco di Sotto, Castellina Marittima, Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia, Guardistallo, Lajatico, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Montopoli in Val d'Arno, Orciano Pisano, Palaia, Peccioli, Pomarance, Riparbella, San Miniato, Santa Luce, Santa Maria a Monte, Terricciola, Vecchiano, Vicopisano, Volterra".

"Il contrasto a queste manovre - hanno concluso - non poteva che essere svolto a livello centrale, nazionale. Non si tratta di misure che possono essere contrastate dai singoli territori che invece le subiscono, anche perché sono prese all’interno della legittimità del quadro normativo. Non è un caso che pur riguardando tutti i comuni in contemporanea non vi sia potuta essere azione di contrasto indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni del territorio provinciale. Lasciar credere il contrario ai cittadini significa voler strumentalizzare sul piano politico fatti di simile portata e qualifica di per se chi tenta di affibbiare alle amministrazioni locali responsabilità in questa vicenda. Il gestore del servizio postale ha effettuato quindi una scelta che non possiamo contrastare, ma che tuttavia non condividiamo minimamente. Essa infatti oltre a poter avere effetti negativi sulla qualità del servizio, potrà portare a ricadute negative sotto il profilo occupazionale. Sul piano politico tuttavia condanniamo pubblicamente e con forza questa scelta e ci sentiamo di sostenere le lotte sindacali già intraprese in tal senso".

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