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Le ganasce ai nomadi, soluzione o rischio?

Finora l'obiettivo era sloggiarli entro le 24 ore previste dalle legge, ma con le auto e i camper bloccati non possono andar via.

PONTEDERA — Esasperato dalla frequente presenza di carovane di nomadi, ovviamente con conseguenti proteste dei residenti e commercianti, nella piana di Lavoria, e soprattutto in un piazzale specifico, il sindaco di Crespina-Lorenzana, Thomas D'Addona, ha annunciato che metterà le ganasce alle ruote delle auto e dei camper della prossima carovana che non ripartirà immediatamente. 

Il proposito è buono, dicono anche politici e amministratori della sinistra, ma, a pensarci bene, è il contrario di quanto è stato fatto da 'sempre'. Fino a ora l'obiettivo è stato di far sloggiare le carovane entro le 24 ore, previste anche dal nuovo decreto Minniti in luoghi dove non si intralci il traffico o subito se sono di intralcio e incompatibili col luogo prescelto.

A Pontedera ora è soprattutto il piazzale parcheggio quasi sempre vuoto fra i laghi Braccini e la ferrovia, ma le ganasce sono uno strumento che ferma le auto e i camper. Col rischio di fare un piacere e non un dispetto ai nomadi visto che in questo modo possono restare più a lungo. Fino a quando le ganasce saranno tolte, anche perché nei camper mangiano e dormono con tutta la famiglia e non possono essere tenuti fuori. 

Questo è un ragionamento su cui si può essere d'accordo o no, ma ricordiamoci anche che il problema dei nomadi è vecchio quasi quanto è vecchio il mondo. 

E per ora non è stato risolto.

Mario Mannucci
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