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Il Dalai Lama al summit dei Nobel per la Pace

Il premio Nobel Tawakkol Karman con Fausto Pirìto

Grido di speranza: "La pace è donna". Ai lavori ha partecipato anche la Comunità tibetana di Pomaia e i rappresentanti dell'Istituto Lama Tzong Khapa

SANTA LUCE — In conclusione dei lavori del XIV summit dei premi Nobel per la Pace, il Dalai Lama ha consegnato il Peace Summit Award 2014 al regista Bernardo Bertolucci.

Il summit, che ha preso il via venerdì 12 all'Auditorium del parco della Musica, era stato anticipato da una conferenza stampa caratterizzata dalla presenza, al tavolo dei conferenzieri, di ben 5 donne che in passato hanno ricevuto il Nobel per la Pace: l'iraniana Shirin Ebadi (Nobel nel 2003); la liberiana Leimah Gbowee (2011); la britannica Mairead Maguire (1976); la statunitense Jody Williams (1997) e la yemenita Tawakkol Karman (2011; nella foto, con il nostro blogger Fausto Pirìto).

La scelta di far aprire i lavori da sole donne ha dato un'impronta decisiva a questa iniziativa dedicata alla memoria di Nelson Mandela ma anche al recente conferimento del premio alla 17enne pachistana Malala Yousafzay, la più giovane in assoluto ad aver vinto il Nobel dal 1901 a oggi.

Lo stesso Dalai Lama – che nel giugno scorso ha soggiornato per un po’ al monastero buddista di Pomaia, durante la sua visita in Toscana – nel corso di uno dei suoi interventi, ha sottolineato l'importanza fondamentale delle donne per il futuro del nostro pianeta con queste parole: “Cari uomini, è arrivato il momento di mettervi da parte... rilassatevi e lasciate che siano le donne a guidare il mondo!”. In precedenza, rispondendo a una nostra domanda durante la conferenza stampa, dal tavolo delle conferenziere era stato risposto: “La guerra e il contestuale uso dello stupro di donne e bambini sono problemi che riguardano gli uomini quanto il femminicidio”. Nel corso della giornata di sabato c'è stato poi il momento più emozionante dell'evento: Shirina Ebadi, abbracciando sul palco Tawakkol Karman, giornalista e protagonista dal 2005 della lotta per la libertà e per il rispetto dei diritti umani nel suo Paese, non trattenendo le lacrime ha chiesto pubblicamente scusa per l'ingerenza militare dell'Iran nello Yemen.

Al summit hanno partecipato circa 3mila persone, in prevalenza studenti arrivati da tutta Europa. Notevole anche la presenza degli esuli tibetani che vivono in Italia e in altri Paesi della UE, con in testa il prof. Nyyma Dhondup, presidente della Comunità tibetana in Italia che ha sede a Pomaia. Al loro fianco, Filippo Scianna e Ghesce Tenzin Tenphel (rispettivamente direttore e guida spirituale dell'Istituto Lama Tzong Khapa. Non sono mancati gli iscritti e gli amici (tra questi, il cantautore Alberto Fortis) dell'Associazione Italia-Tibet coordinati dal Presidente Claudio Cardelli.

Chiudiamo con una notizia dell'ultima ora: il XV summit dei Premi Nobel per la pace si svolgerà nel 2015 in India e sarà presieduto dal Dalai Lama in memoria del Mahatma Gandhi.

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