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Un mese per risanare tetto, ma non ci sono soldi

Ciafaloni: "Interverremo compatibilmente con l'accettazione dell'incarico da parte delle ditte, che non potranno essere pagate prima di un anno"

PISA — L'agenzia del demanio e la Soprintendenza dei beni artistici avranno un mese di tempo per risanare il tetto della chiesa di San Francesco. E' quanto stabilisce il Comune in un'ordinanza di protezione civile già recapitata agli enti competenti dopo le indicazioni ricevute dai vigili del fuoco.

Entro una settimana però  i tecnici dovranno pronunciarsi sull'entità dell'area da interdire al pubblico per evitare pericoli in caso di ulteriori crolli.

Intanto, la Soprintendenza si è già mossa e stamani l'architetto Marta Ciafaloni è andata sul posto: "Interverremo subito -spiega all'Ansa- ma compatibilmente con l'accettazione dell'incarico da parte delle ditte, che non potranno essere pagate prima di un anno".

L'architetto denuncia "un irragionevole zero nel finanziamento dei restauri condotti dalle Soprintendenze e la decimazione del personale".

"Si parla tanto di Beni culturali -incalza- ma io penso che l'Italia non ha futuro. Una volta si facevano pronti interventi e avevamo certezze sugli stanziamenti, oggi non ne abbiamo più".

Tornando alla chiesa di San Francesco, Ciafaloni parla di problemi strutturali anche per il chiostro: "Noi abbiamo già redatto da tempo un progetto cantierabile -commenta- ma non abbiamo i soldi per eseguire l'intervento". 

Ciafaloni attacca i governi degli ultimi anni "perché dalla Melandri in poi abbiamo avuto solo tagli continui fino allo zero di oggi per i restauri. Ma la colpa non è del ministro Franceschini, che pure per Pisa (per la Certosa e il museo delle antiche navi) si è impegnato personalmente, bensì della politica economica sterile, esclusivamente teorica e malefica e non tiene conto delle singole situazioni". 

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