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Sulle partecipate Cobas fa appello a Filippeschi

Il sindacato: "Serve discutere delle aziende partecipate dalla Provincia de degli appalti"

PISA — “In pieno processo di riordino istituzionale in materia di competenze che rimangono alla Provincia, o da trasferire ad altro Ente, non si parla delle Aziende partecipate dalla Provincia e men che mai degli appalti che impiegano a Pisa decine di lavoratori\trici".

Così in una nota il sindacato Cobas Pubblico Impiego chiede al presidente-sindaco Filippeschi se "non senta l’ obbligo politico e morale di farsi garante di una ricognizione anche in Provincia (intanto la faccia in Comune) dei rapporti di lavoro nelle aziende partecipate (quanti sono, con quale contratto, con quale modalità di assunzione)".

"Questo - dicono i Cobas - anche alla luce della proposta di legge presentata dalla Giunta Regionale in ordine al trasferimento a Regione e Comune di competenze già provinciali, in quanto si tratta di società partecipate fra Provincia ed Enti Locali del Territorio, che appartengono a diverse zone distretto, che la Regione considera invece gli ambiti di ottimale gestione/erogazione dei servizi".
In questo senso secondo la sigla sindacale "emblematico è il caso della Agenzia energetica Provincia di Pisa srl, società partecipata a capitale maggioritario della Provincia di Pisa, mentre il resto del capitale è detenuto dal Comune di Pisa e da altri Comuni: Casciana terme Lari, Montescudaio,Calci, Pomarance, Santa Maria a Monte, Calcinaia, Montecatini Val di Cecina, Santa Croce S/A, Fauglia, Capannoli, Montopoli Val d’Arno, San Miniato, Cascina". "Di questa società nata nel 1998 - aggiungono - si sa poco o niente, se non che è una delle 150 agenzie europee nate con il contributo della Unione europea".

"Noi da sempre - scrivono i Cobas - chiediamo di informare i cittadini su quanti soldi sono arrivati negli ultimi 20 anni da Bruxelles e sull’utilizzo che ne è stato fatto, su quanti posti di lavoro sono stati creati e quanti capitali sono stati invece destinati alle aziende private".
"L'Agenzia energetica Provincia di Pisa srl ha finalità di interesse pubblico e promuove ed incentiva gli usi razionali dell’Energia - prosegue la nota - ecco perché ci chiediamo quali siano le attività prodotte in questi anni, e i costi delle stesse visto che l’oggetto sociale della società è sviluppare attività a favore delle amministrazioni pubbliche locali".
Il sindacato si domanda poi dei "servizi ambiente dei Comuni si avvalgono quale supporto di questa società, e quali sono le intenzioni dei Comuni stessi, a partire da quello del capoluogo, in prospettiva futura?"

"Con tutte le incertezze derivate dal riordino della Provincia, urge la ricognizione dei rapporti di lavoro e certezze non solo all’Agenzia Energetica di Pisa - concludono - non possono infatti pagare gli effetti derivanti dall’uso fatto delle risorse pubbliche, dai tagli lineari contenuti nella riforma delle province imposta dal governo, ma anche delle scelte regionali in materia di riorganizzazione e gestione associata dei servizi, prevedendo come ambito ottimale associato la zona-distretto“. 

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