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Trapianti, la Toscana ne scrive il futuro

Medici e ricercatori hanno sviluppato una nuova strategia per minimizzare il danno a cui vanno incontro gli organi dopo il prelievo

PISA — Per la prima volta una ricerca interamente toscana e per gran parte pisana ha sviluppato una nuova strategia per minimizzare il danno ossidativo a cui vanno incontro gli organi dopo il prelievo.

"Di fatto - è stato spiegato - si sono creati i presupposti per una sostanziale rivoluzione sul futuro dei trapianti d’organo". 

E' stata infatti messa a punto una procedura di conservazione di un fegato umano, che gli consente di restare "Perfettamente vitale" a 37 gradi fuori dal corpo e, contemporaneamente, di sottoporlo a un trattamento antiossidante con nanoparticelle, per mantenerlo in ottime condizioni fisiologiche più a lungo di quanto accada con le attuali procedure. 

La tecnica usata è una combinazione di perfusione d’organo e di nanotecnologie.

Questo studio innovativo si colloca nell’ambito del progetto “Liver Transplant Hub”, finanziato dalla Regione Toscana attraverso l’Ott-Organizzazione toscana trapianti (diretta dal dottor Adriano Peris), finalizzato a studiare le "Potenzialità della perfusione normotermica del fegato".

L’innovativa procedura è stata realizzata da un’equipe composta dai chirurghi Davide Ghinolfi, Erion Rreka, Daniele Pezzati e Fabio Melandro dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup (diretta dal professor Paolo De Simone), dalle dottoresse Serena Del Turco e Giuseppina Basta dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr-Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, dal professor Gianni Ciofani e dal dottor Christos Tapeinos dello Smart Bio-Interfaces Lab dell’Iit-Istituto italiano di tecnologia a Pontedera e dalla dottoressa Valentina Cappello del Center for Nanotechnology Innovation di Iit a Pisa.

La esperienza è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di diversi professionisti tra i quali i perfusionisti dell’Aoup, la professoressa Laura Crocetti e la dottoressa Rosa Cervelli (Unità operativa di Radiologia interventistica, diretta dal dottor Roberto Cioni), il dottor Alessandro Mazzoni (direttore dell’Unità operativa di Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti) e il professor Giandomenico Biancofiore (direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione dei trapianti).

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