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Tragedia a Calambrone, l'opposizione attacca

Zuccaro: "Qualcosa si è inceppato nella macchina comunale" Asl: "La signora rifiutò l'attivazione del codice rosa e si rese irreperibile"

PISA — La morte della bambina di tre anni avvenuta la scorsa settimana in una baracca all'interno di un'ex pizzeria occupata a Calambrone fa esplodere la polemica e le forze d'opposizione puntano il dito contro i servizi sociali che in una nota della Società della Salute hanno ribadito di essere all'oscuro della situazione familiare.

Le violenze domestiche di Tonino Krstic avevano già in precedenza mandato in ospedale la madre della piccola, ma la donna, che all'epoca del ricovero era stata trovata riversa per strada in stato di alterazione alcolica e con evidenti segni di percosse, rifiutò l'attivazione del codice rosa.

"La signora - si legge in una nota dell'Asl ha ripetutamente negato di essere stata oggetto di violenza ed ha giustificato le ferite come conseguenti a una caduta accidentale". "Dal momento della dimissione - prosegue la nota - la signora si è resa irreperibile non avendo lasciato recapiti domiciliari, ma solo il numero di un telefono cellulare risultato alle successive chiamate mai raggiungibile;

Tuttavia, per la consigliera del Movimento cinque stelle Elisabetta Zuccaro "Qualcosa si è inceppato nella macchina comunale".

Chiede "piena luce" sulla vicenda anche Giovanni Garzella (Forza Italia) "e una volta accertate eventuali responsabilità, chi ha sbagliato deve pagare".

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