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Spari al bar, un arsenale nel garage di Iacono

Oltre alle due pistole che non si trovano, il giovane che ieri al Cep ha sparato contro i clienti di un bar aveva altre armi e munizioni

PISA — Patrizio Giovanni Iacono, nonostante fosse agli arresti domiciliari, aveva nella sua disponibilità un arsenale. Nella notte, in un box nei pressi della sua abitazione, le forze dell'ordine hanno trovato due fucili - un Beretta e uno a canne mozze illegalmente modificato - un silenziatore, numerose pallottole, cartucce e un tirapugni, oltre al suo telefono cellulare. Armi che vanno aggiunte alle due pistole che non si trovano, presumibilmente una scacciacani modificata e una calibro 9, con le quali ieri mattina ha fatto fuoco contro gli avventori di un bar nel quartiere del Cep, che lo avevano redarguito per la sua guida spericolata con la moto.

Le armi rivenute sono state mostrate stamani in Procura dal procuratore Alessandro Crini, in compagnia dei vertici di polizia e carabinieri, che hanno fornito maggiori dettagli sull'operazione. "La giornata di ieri - ha sottolineato Rizzo - si è contraddistinta per la qualità e la fattività con cui le forze dell'ordine hanno collaborato, operando fianco a fianco".

Il ritrovamento delle armi ha consentito al sostituto procuratore Paola Rizzo, responsabile del procedimento, di chiedere l'arresto di Iacono in flagranza di reato, per detenzione di armi clandestine. Il 21enne si trova ora recluso al Don Bosco in attesa della convalida del fermo. Gli altri reati contestati sono tentato omicidio ed evasione, in quanto non osservante degli arresti domiciliari nelle lunghe ore in cui si è nascosto chissà dove, dal momento della sparatoria fino al ritrovamento e all'arresto.

In tutto circa undici ore da fuggiasco, terminate quando un poliziotto ha notato una scarpa spuntare da sotto un camper parcheggiato non lontano dall'abitazione del ragazzo. Immediatamente il mezzo è stato circondato e il 21enne si è consegnato agli agenti non opponendo resistenza. "Da quanto mi stavate cercando?" sono state le sue uniche parole.

Sulle indagini in corso ancora bocche cucite. In attesa della convalida del fermo Iacono non può essere interrogato ai fini del processo e al momento sembra non voglia collaborare e non mostri segni di pentimento. Nel frattempo la polizia sta cercando le pistole con cui ha sparato, nonché la moto, spostata da un suo amico nei dieci minuti intercorsi fra le due sparatorie.

Iacono stava scontando la pena degli arresti domiciliari a Pisa perché gravato anche del divieto di dimora in tutta la Sardegna, per reati vari commessi sull'isola. Il tribunale gli aveva però concesso la possibilità di uscire di casa per due ore la mattina. In occasione dei vari controlli periodici la polizia lo aveva sempre trovato in casa, eccetto ieri.

Guido Bini
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