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Si riapre il caso Ragusa

Dopo la sentenza di stamani della Cassazione che ha annullato il proscioglimento del marito della donna scomparsa si va verso nuovi scenari

PISA — Di fatto, gli atti vengono nuovamente trasmessi al tribunale di Pisa e un nuovo giudice per l'udienza preliminare ( dopo la sentenza di un anno fa del Gup Laghezza, alla quale si erano opposti di fronte alla suprema corte Procure di Pisa e Firenze e i parenti della donna scomparsa ) sarà chiamato a decidere se gli indizi raccolti contro il marito Antonio Logli, indagato per omicidio e occultamento di cadavere, siano sufficienti o meno per portarlo a processo.

I primi ad essere soddisfatti sono proprio gli inquirenti. "Quella di Roberta Ragusa è una vicenda in cui gli elementi raccolto e soprattutto quelli da chiarire sono troppi rispetto al totale silenzio dell'indagato", hanno detto i Carabinieri di Pisa che hanno condotto sul caso ricerche e indagini approfondite.

L'avvocato Enrico Maria Gallinaro, che rappresenta le cugine romane di Roberta, si è detto soddisfatto ma aspetta di conoscere le motivazioni della sentenza della Cassazione per "Capire quale sarà la chiave per aprire un nuovo procedimento che indicherà al Gup la strada da seguire".

Il difensore di Logli, Roberto Cavani, ha spiegato che "La sentenza non cambia nulla rispetto alla linea già intrapresa in fase difensiva".

Da parte del sostituto procuratore di Pisa Antonio Giaconi, oltre alla soddisfazione, anche una previsione:"Potrebbe essere fissata una nuova udienza preliminare già entro l'estate. Riteniamo di avere sufficienti elementi per processare Logli davanti alla Corte d'assise con una giuria popolare".

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