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Pisa, seconda in Toscana per i furti di rame

E 28esima in Italia. Nel 2013, però, sono aumentati reati scoperti, denunce e arresti

PISA — Pisa è la seconda provincia toscana per furti di rame, anche se questi sono diminuiti e il numero di fermi sia aumentato esponenzialmente. È quanto emerso dalla prima riunione dell'Osservatorio pisano sui furti di rame, istituito dal prefetto di Pisa Francesco Tagliente.

A Pisa, l'azione di prevenzione e contrasto del fenomeno da parte di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia municipale e Agenzia delle Dogane, nel 2013, ha consentito una diminuzione dei furti del 24,6% rispetto al 2012 e un incremento del 170% delle persone denunciate o arrestate. Nonostante questo, però, è la seconda provincia toscana più colpita dal fenomeno (218 furti, -24,6% rispetto al 2012), dopo Firenze (387 episodi, -20,2 %) e al 28esimo posto in Italia. Al nono, invece, per l’azione di contrasto, con 81 persone denunciate o arrestate (+170%).

Il fenomeno dei furti di rame spesso provoca l’interruzione di pubblici servizi essenziali, con ripercussioni di natura economica e sociale di particolare rilievo con possibili conseguenze sull'ordine e la sicurezza pubblica. Ultimamente si sta caratterizzando anche con furti in chiese, cimiteri e private abitazioni.

“I dati riassuntivi dall'azione delle Forze e dei Corpi di Polizia e delle Dogane - ha detto Tagliente - risultano positivi e incoraggiano a proseguire con sempre maggiore determinazione”.

A livello nazionale, nel 2013, i furti di rame sono stati 19.252, con una diminuzione del 2,3% rispetto al 2012, mentre i reati scoperti sono stati 2.000 (+21,9%) con la denuncia di 4.404 soggetti (+28,4%), di cui 2.514 in stato di arresto (+19,8%).

La Toscana risulta al settimo posto per quanto attiene al numero dei furti (1.335, -13,3% rispetto al 2012) e al quinto posto per numero di persone denunciate o arrestate (371, +44,4%).

Nella provincia di Pisa, dal 2007 al 2012, il fenomeno dei furti di rame ha avuto un andamento altalenante. Nel 2011 c’è stata una recrudescenza del fenomeno (+166,70%), mentre nel 2012 e nel 2013 lo stesso è diminuito rispettivamente del 19,7% e del 24,6%.

Per quanto concerne l’azione di contrasto nella provincia, dopo una diminuzione del numero di persone denunciate o arrestate nel 2012 (-38,8%), si è registrato un consistente aumento nell’anno 2013 (+ 170%).

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