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Scuole, un'occupazione dietro l'altra

Il liceo artistico occupato (foto da Facebook: Scuole in rivolta - Pisa"

Non si ferma la protesta degli studenti pisani per lo stato dell'edilizia scolastica. Occupate gran parte delle scuole superiori

PISA — Non si ferma la protesta degli studenti pisani per lo stato dell'edilizia scolastica.

Dopo l'occupazione dell'Itis Da Vinci, dell'Itc Pacinotti, dell'Ipsia, del liceo Carducci e del liceo scientifico Buonarroti, oggi anche il liceo artistico Russoli è stato occupato dagli studenti.

In una lettera ai professori, pubblicata sulla pagina Facebook Scuole in rivolta - Pisa, gli studenti mettono nero su bianco le loro motivazioni:

"Cari professori, care professoresse - scrivono gli studenti- non ci capite perché usiamo metodi "violenti", perché ci copriamo il volto, perché con voi non abbiamo dialogo ma scontro, perché lo facciamo 'solo per saltare la lezione' e perché non ne vedete la motivazione. Non chiediamo che improvvisamente vi schieriate dall'altra parte della barricata ma ad una cosa ci teniamo: siamo sulla stessa barca. Non parliamo in quanto studenti di un liceo, di un'istituto tecnico o di un professionale, ma in quanto STUDENTI, tutti figli della stessa società, tutti un po' stanchi e un po' arrabbiati non solo perché alcune strutture cadono a pezzi, non solo perché in alcune scuole non ci sono i materiali o i laboratori necessari ma per qualcosa di più profondo, nascosto ma radicato: il sistema scolastico odierno".

"Siamo un po' stanchi e un po' arrabbiati  - proseguono gli studenti- perché le uniche riforme scolastiche che vengono fatte non tengono conto di noi studenti, in che modo la presenza di telecamere o peggio delle forze dell'ordine nelle scuole dovrebbe tutelarci quando c'è il rischio che una vetrata ci cada in testa? Siamo un po' stanchi e un po' arrabbiati perché ci è già stato sottratto il futuro, o almeno un futuro decente, data la criticissima questione ambientale che tutti continuano a ignorare, e per di più sembra impossibile cambiare il presente perché se esci dal meccanismo del tutto e subito di questa società sei tagliato fuori".

Quello che sta succedendo negli istituti superiori di Pisa viene sminuito e letto con superficialità così che una volta finito il ciclo delle occupazioni possa essere solo una piccola parentesi facile da dimenticare come è stato fatto l'anno precedente ma come avrete notato la polvere che viene nascosta sotto al tappeto, prima o poi salta fuori e noi stiamo diventando immuni a scopa, swiffer e aspirapolvere".

"Cari professori, care professoresse - si legge ancora nella lettera pubblicata su Facebook- noi non vogliamo che ci appoggiate necessariamente e non pensiamo siate voi i responsabili di tutto questo ma vorremo almeno che le critiche che ci vengono fatte siano costruttive e non superficiali perché come abbiamo già detto siamo tutti sulla stessa barca e vogliamo che qualcosa cambi davvero".

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