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Rimossa l'edicola simbolo della lotta alla mafia

Anche se ormai chiusa da alcuni mesi Libera critica la rimozione: "Notizia pessima, assolutamente inaspettata e fuori da ogni accordo preso finora"

PISA — La rimozione dell'edicola di Borgo Stretto, che fu confiscata alla mafia e poi gestita con sacrificio da Libera Pisa fino alla definitiva chiusura, è stata accolta come un fulmine a ciel sereno dalla stessa associazione.

"Apriamo l’anno con una notizia pessima, assolutamente inaspettata e fuori da ogni accordo preso finora - hanno scritto dal Libera Pisa -. L’edicola confiscata in Borgo Stretto è stata rimossa dal Comune di Pisa ieri. Dalle testimonianze raccolte ci è stato garantito che fino al 31.12 l'Edicola era al suo posto". 

"Abbiamo lavorato con impegno per mantenere vivo il simbolo che l’impronta della criminalità organizzata ha lasciato sul nostro territorio - hanno aggiunto -; non più tardi dello scorso Maggio le settimane di mobilitazione per l’Edicola avevano risvegliato l’interesse cittadino sul tema. Grazie alla mobilitazione di un’ampia fetta della popolazione, dalle scuole alle associazioni studentesche, e il supporto in prima persona di Don Ciotti del Sindaco di Pisa Conti, oltre che l’impegno garantito dai Rettori delle Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, erano stati presi accordi con l’amministrazione comunale per preservare questo simbolo, garantendo una continuità nel messaggio e nell’utilizzo a scopo sociale. Le nostre domande sono tante, così come è tanta l’indignazione e la rabbia per un atto che non tardiamo a definire come vile. Non solo hanno rimosso un simbolo della lotta alla criminalità organizzata, ma oltretutto hanno distrutto tutti i messaggi di speranza che i ragazzi delle scuole avevano appeso all'Edicola. Ci siamo recati personalmente in Comune, ma ci hanno detto che sono tutti in ferie. Hanno rimosso la speranza di cambiamento mentre erano in ferie.. Vi garantiamo aggiornamenti".

Sul caso la consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd) ha annunciato battaglia politica. "L'hanno rimossa dal giorno alla notte, il Primo dell'anno - ha scritto -. Come può accadere una cosa del genere? Perché un'azione organizzata come un'imboscata? Libera e la città pretendono spiegazioni, ammesso che ce ne siano di accettabili. È una scelta inspiegabile e assolutamente sbagliata, nei metodi e nel merito. Se non verrà fatta immediatamente chiarezza, porterò il caso in Consiglio Regionale e chiederò ai parlamentari del territorio di portarlo in Parlamento. Non si rimuovono così i simboli della legalità e dell'antimafia".

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