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Quella voglia matta di gettarsi nell'agone

Luca Nannipieri e Giuseppina De Fuoco

Da Luca Nannipieri, critico d'arte e assessore a Cascina, e Giuseppina De Fuoco (Fare per Tosi) piovono giudizi negativi su Pisa e sui pisani

PISA — Le imminenti elezioni amministrative pisane fanno sì che chi vorrà essere della partita si getti sin d'ora nella mischia, con opinioni e giudizi su come vede Pisa e come la vorrebbe in futuro. Tanto a destra quanto a sinistra le idee non mancano, ma su tutte si distinguono quelle di Luca Nannipieri e Giuseppina De Fuoco.

Le esternazioni di Nannipieri risaltano perché numerose e firmate come storico dell'arte, quasi si trattassero di opinioni disinteressate, sebbene alcune voci lo diano ai nastri di partenza per sostenere la candidatura di Maria Chiara Zippel (La Nostra Pisa) o addirittura come candidato sindaco del centrodestra. Del resto Nannipieri non è nuovo alla politica, sedendo al fianco di Susanna Ceccardi nella giunta targata Lega Nord in quel di Cascina. Nei giorni scorsi ha definito i numeri del turismo a Pisa "da serie C" e ha detto che "iI futuro sindaco deve dare una sterzata, avanzerò 20 proposte". Qundi è intervenuto di nuovo asserendo che "Pisa di notte ha una luce da ospedale. Si vogliono attrarre i turisti come fossimo all'ospedale di Cisanello", per poi concludere: "Ho un'idea e un nome di un super regista ambientale di richiamo che metto a disposizione del sindaco che vincerà le elezioni. Il prossimo sindaco cambi radicalmente la luce della città".

Le opinioni di De Fuoco (coordinatrice provinciale di Fare per Tosi in Noi con l'Italia), invece, si distinguono quanto meno per l'originalità, siano esse condivisibili o meno.

Paralndo di "alcune peculiarità dei pisani", De Fuoco sostiene che "il turista non è amato e viene visto solo come un forestiero che viene per ammirare questa città, ancora per certi versi ferma, simpaticamente all'età della Antica Repubblica Marinara". Quindi prosegue: "Un primo problema sono il costo dei parcheggi, la scarsa ricettività. Provate ad andare al Museo di San Matteo e trovare un parcheggio nelle zone limitrofe. I prezzi delle attrezzature ricettive sono alte e i ristoranti offrono prezzi non proprio turistici, ma, forse più grave, anche una mancanza di tatto e adeguata accoglienza verso il turista. Non scopro l’acqua calda perché è notorio che i pisani stessi preferiscano andare a Lucca, Viareggio o addirittura avventurarsi ai confini della Toscana per fare acquisti. Prezzi alti, poca attenzione al cliente sono le principali problematiche che ci sono a Pisa, nonché spesso una carenza linguistica straniera non indifferente o il continuo ricorso al dipendente straniero, magari musulmano, e quindi trovo difficile che il dipendente perda tempo nel magnificare la qualità del cinghiale alla pisana o la zuppa, senza dimenticare il mucco pisano".

Tra le varie soluzioni proposte dalla coordinatrice di Fare con Tosi anche l'istituzione del Comune di Marina di Pisa: "Dare la croce solo al Comune è comunque una cosa buona e giusta. Forse dividere e scindere in comuni separati, creando il Comune di Marina di Pisa, potrebbe essere una idea per potenziale e mirare le risorse in zone forse dimenticate dai distratti gestori della res pisana".

Dopo aver ricordato che il vero problema di Pisa è la sicurezza, De Fuoco sottolinea anche che "il turismo non è la sola ed unica risorsa di Pisa. Le università sono per esempio un valore aggiunto di una città che tratta, troppo spesso, imponendo divieti e pochi eventi a favore di questi giovani, vera e unica risorsa della città. La popolazione studentesca ha il difetto di mangiare, vivere e consumare, molto più di qualsiasi turista. Bisogna quindi capire bene il fenomeno e prima di lanciarsi in ricette non dimenticare mai la peculiarità della città di Pisa e la sua gente. La gens studentesca di Pisa ha inoltre il difetto di avere i genitori che periodicamente vengono a Pisa per visita parenti. Qui si tratta di avere una rivoluzione copernicana nell’accoglienza ed avere prezzi speciali per parenti ed amici degli studenti nonché organizzare eventi come concerti di livello internazionale, cosa che da anni ormai non avviene. Qui potrebbe scattare la solita ritrosia dei pisani verso questi grandi eventi, ma quando entrerà la normalità potrà essere divertente anche per i pisani".

Un'altra idea lanciata da De Fuoco è l'istituzione di una Giornata di benvenuto per gli studenti. "Mi piacerebbe - dice in proposito - che a Pisa fosse introdotto, cosa che ho visto nei college USA, uno 'student welcome day', dove ciascuna famiglia pisana offre un pranzo casalingo ad uno studente/essa, selezionata dall’Università, magari il 25 marzo dando così un tocco storico all’evento e introducendolo al cibo pisano".

"Chiaramente non sono contro i Pisa e la sua gente, anzi la amo alla follia - conclude De Fuoco -, avendone sposato un pisano, ma soprattutto vorrei tanto che questa mia città che mi ha adottato e coccolato diventi una caput mundi superiore a tutti. Il mio impegno e del mio Noi con l’Italia sarà soprattutto determinato a sorreggere chi, con proposte realizzabili e non voli pindarici porterà il suo sogno di una Pisa migliore sia per i Pisani, che per i turisti ma anche per gli Universitari, senza dimenticare le Forze Armate valore aggiunto di questa magnifica città".


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