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Quattro giorni di lavoro per Public History

A Pisa si sta svolgendo in questi giorni la seconda conferenza italiana di Public History, dal titolo "Metti la storia a lavoro"

PISA — "Metti la Storia a Lavoro" è il motto scelto dai soci dell’Associzione Italiana di Public History per questo secondo grade appuntamento della Public History Italiana. Una settimana intensa, fatta di appuntamenti, eventi, manifestazioni, conferenze e tavole rotonde.

Perché unire storia e lavoro? Perché la Public History promuove la storia come risorsa essenziale per la società e l’offerta di competenze professionali laddove la storia come sapere critico e le metodologie della ricerca storica siano necessarie anche per la risoluzione di problemi del presente.

I campi di azione sono numerosi perché la fame e il bisogno di storia attraversano tutti gli strati e tutti gli spazi della società contemporanea: le varie comunità entro lo spazio cittadino con le rispettive memorie, gli storici e gli archeologici, gli amministratori dei territorio, i curatori di musei, mostre, archivi e biblioteche, i gestori della conoscenza nelle imprese, lavoratori nell’industria dei contenuti, gli appassionati di ricostruzioni (revival, modellismo).
L’Associazione Italiana di Public History intende creare, nella Seconda Conferenza di giugno, occasioni di confronto e di riflessione fra chi opera e lavora con e sul passato sui modi in cui la storia è presente nella società, dall’università alle piazze, nella cultura alta e in quella popolare, nella vita quotidiana.
Nel corso della conferenza sarà discusso e definitivamente pubblicato il Manifesto della Public History Italiana.

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