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Depresbiteris segretario ma il Pd si divide

Biagio Depresbiteris (al centro) segretario dell'Unione comunale di Pisa del Pd

Con numeri risicati l'assemblea cittadina dei dem ha eletto a maggioranza il giovane avvocato, già segretario del circolo di Porta a Mare

PISA — Biagio Depresbiteris è il nuovo segretario dell'unione comunale del Pd di Pisa. Il suo nome, già in pole alla vigilia dell'assemblea di ieri sera, è stato dunque confermato ma i consensi non sono unanimi.

Tra i soddisfatti il consigliere regionale Antonio Mazzeo. "Il fatto che in un momento così delicato - ha scritto stamani - un ragazzo giovane, appassionato, competente e determinato come lui abbia deciso di mettersi a disposizione per far ripartire la nostra comunità lo trovo un segnale bellissimo. Il PD che dobbiamo volere è questo. Un PD che abbia il coraggio di guardare al futuro sostenendo senza timori le sue energie migliori, che abbia la voglia di aprire porte e finestre per radicarsi sempre più sul territorio e che torni ad essere punto di riferimento laddove ci sono le sofferenze".

"A Biagio - prosegue Mazzeo - spetta un grande lavoro e gli faccio un in bocca al lupo di cuore. Sono certo che abbia tutte le caratteristiche per farlo al meglio con il supporto e il sostegno pieno di tutta la nostra comunità".

Di tutt'altro avviso la consigliera regionale Alessandra Nardini, che fa gli auguri a Depresbiteris ma contesta il metodo che ha portato alla sua elezione.

Scrive la consigliera dem: "A mio avviso, (come quasi sempre) non è il nome ma il metodo. Lo dico senza girarci troppo intorno: non l'ho condiviso e continuo a ritenerlo un errore. Rispetto l'Assemblea pisana, organo di cui non faccio parte, essendo tesserata da sempre nel circolo di Santo Pietro Belvedere. Ma esprimo un personale giudizio politico: dopo le vicende degli ultimi mesi, con un Partito che si era diviso sulla scelta del candidato sindaco e che si era poi saputo ricomporre, per il bene della città, in campagna elettorale, e soprattutto dopo la cocente sconfitta alle amministrative, ora non c'era proprio bisogno di una forzatura a maggioranza".

"Ci sarebbe stato assoluto bisogno, invece - aggiunge Nardini -, di condivisione, unità, e soprattutto di discussione. Una discussione profonda ed autentica, sugli errori commessi, e su come ricostruire. Avevamo già vissuto drammatiche assemblee notturne finite con decisioni prese in punta di regolamento. Non mi sembra abbiano portato molto lontano. Stavolta, più che mai, avremmo dovuto pensare più al metodo che al nome, indicando prima le proposte politiche, magari eleborate in una grande conferenza programmatica, e poi dedicarci alla ricerca di colui o colei che potesse meglio declinarle alla guida del partito cittadino".

"La totale assenza di discussione ed un Segretario eletto con 65 persone presenti (esattamente il quorum richiesto, non una testa in più), e votato da 62 membri su 128, temo non sia assolutamente una risposta all'altezza della situazione che stiamo vivendo a Pisa. Mi sembra che anche stavolta, invece, si continui a non capire, o a far finta di non capire".

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