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"Le ordinanze sono unicamente repressive"

Entrano in vigore le ordinanze comunali che introducono alcuni divieti nel centro. Articolo Uno parla di "Volontà repressiva"

PISA — "Le tre ordinanze sindacali che entreranno in vigore, secondo le parole del sindaco Conti, hanno l’obiettivo di “riqualificare il centro storico che deve essere ordinato e pulito”", spiega Andrea Marchetti per Articolo Uno - Mdp.

"L’ossessione di questa amministrazione nel voler dimostrare ai cittadini il pugno di ferro a tutela del decoro urbano e della sicurezza è tale da farle ignorare che le condotte che generano degrado e disagio per i cittadini del centro storico sono già punite da leggi dello stato: disturbare con schiamazzi la quiete ed il riposo notturno delle persone è reato, così come abbandonare rifiuti per strada o urinare nei vicoli costituisce illecito amministrativo.

Ma veramente si vuole far credere che aggiungere a questi divieti anche quello di sedersi a mangiare un gelato sui gradini della statua di Garibaldi o a fare due chiacchiere sugli scalini delle logge di Banchi farà sentire tutti i cittadini più sicuri e renderà Pisa una città più vivibile e decorosa?"

"Le ordinanze “antidegrado” sono animate da una volontà unicamente repressiva, che avrà invero come unico obiettivo quello di nascondere l’incapacità del sindaco e della giunta di porre in essere misure reali di riqualificazione sia del centro che delle periferie", spiega Marchetti.

"La prevenzione è l’unico strumento realmente efficace per rendere le città più vivibili e più vive, ma per fare prevenzione ci vuole prima di tutto la capacità di progettare, partendo dai reali bisogni dei territori e delle persone che li abitano, ascoltando i cittadini, investendo risorse.

Sarebbe bastato anche poco: perché anziché “vietare” non si è pensato di migliorare l’illuminazione pubblica in alcuni vicoli, intensificare la pulizia delle strade e delle piazze del centro, installare più panchine e nuovi bagni pubblici, migliorare in alcune zone l’arredo urbano?

Si sa, gli spot e la propaganda non costano niente, né soldi né fatica: sono solo una pennellata di vernice sulla facciata di una amministrazione che non ascolta, non costruisce, non progetta, semplicemente vieta."

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