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"Oltre il muro" c'è la vita dopo il carcere

Oltre 600 fra detenuti ed ex detenuti hanno avuto la possibilità di un reinserimento sociale grazie al progetto della Sds, gestito da Arnèra

PISA — Seicentodiciassette differenti persone incontrate in venti anni di attività, 27 solo nel 2018. Sono i numeri di “Oltre Il Muro”, il progetto promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana e gestito dalla Cooperativa sociale Arnèra per favorire il reinserimento sociale dei detenuti, permettendo l’accesso alle misure alternative, o di coloro che sono appena usciti dal carcere e hanno bisogno di supporto e accompagnamento in quanto non residenti nel territorio o, se residenti, in condizioni economiche e sociali tali da rendere difficoltoso l’affidamento nella loro abitazione.

Il progetto è strutturato in tre moduli operativi (uno sportello d’ascolto, il lavoro di rete e la casa d’accoglienza) e il “cuore” è in Piazza Toniolo 13, nel centralissimo quartiere di San Martino che ospita proprio la sede operativa e la struttura d’accoglienza, una casa vera e propria, che può ospitare fino ad un massimo di otto persone e improntata ad una progressiva acquisizione di autonomia e autosufficienza, allo scopo di far recuperare agli ospiti un ritmo di vita normale, scandito da regole, spazi, orari, impegni e attività del tempo libero.

E’ qui che nei giorni scorsi la Presidente della Società della Salute Pisana Gianna Gambaccini, insieme alla responsabile dell’unità funzionale socio-assistenziale della Zona Pisana Maria Atzeni, ai referenti dell’area Alta Marginalità della SdS e agli operatori della struttura, ha incontrato il Garante per le persone private della libertà personale del Comune di Pisa Alberto Marchesi, in carica dall’inizio di aprile e che, in questi mesi, sta visitando tutte le strutture e progetti che sul territorio si occupano di persone detenute.

“E’ stato un incontro proficuo, utile anche per gettare le basi per future collaborazioni – ha detto la Presidente Gambaccini -: “Oltre Il Muro”, da questo punto di vista, è sicuramente un punto di riferimento, sia per il lavoro svolto in tanti anni, sia per l’integrazione con il quartiere dato che, ormai, è presente nel cuore del centro storico da molti anni senza che vi sia mai stato alcun problema di coesistenza”.

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