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Nietzsche stupito dai cammelli di San Rossore

Durante il suo soggiorno a Pisa il filosofo tedesco sorpreso dalla presenza dei numerosi dromedari presenti nel parco

PISA — Siamo nell’ottobre del 1876 e Nietzsche, durante una passeggiata nel Parco di San Rossore rimase fortemente colpito dall’apparizione di alcuni cammelli presenti nella boscaglia. Il filosofo tedesco si ricorderà di questa visione scrivendo nel dialogo Il viandante e la sua ombra, che fa parte del saggio Umano troppo umano, queste parole:

“Il viandante: Per dio e per tutte le cose a cu non credo, è la mia ombra che parla: la sento ma non ci credo.

L’ombra: accettiamolo e non pensiamoci oltre, tra un’ora sarà tutto finito.

Il viandante: Pensai proprio così, quando in un bosco presso Pisa vidi prima due poi cinque cammelli.” (Umano troppo umano)

Lo stupore di Nietzsche non è un fenomeno isolato, infatti, molti altri illustri visitatori rimasero increduli di fronte allo stesso spettacolo. Era difficile, infatti, aspettarsi in un contesto toscano, presenze zoologiche che appartengono ad altre latitudini. Furono i Medici, per il gusto avventuroso del tempo e per le curiosità scientifiche tipiche del periodo rinascimentale a volere questo inserimento “metafisico”.

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