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"Nessuna richiesta di uscita, Cascina resta"

La presidente della Sds zona pisana Sandra Capuzzi

La Società della salute: "Il Comune non ha espresso formalmente la volontà di voler abbandonare la Sds di cui, invece, è il principale debitore"

PISA — “Se Cascina avesse voluto farlo sul serio  -dice la presidente della Sds Sandra Capuzzi-  avrebbe dovuto comunicarlo in forma scritta entro il 30 giugno, invece, non è arrivata alcuna richiesta formale in tal senso e, quindi, quel Comune resterà nella Società della salute zona pisana almeno fino a giugno del prossimo anno”.

Secondo la presidente, Cascina non solo non potrebbe uscire dalla Società della salute, ma tra i nove Comuni dell'area sarebbe anche il suo principale debitore: “ Ci deve oltre 1,7 milioni di euro – spiega il direttore della SdS Pisana Alessandro Campani - 1,2 milioni sono relativi al 2016 e sono al centro di un piano di rientro, convenuto con la SdS, che consentirà di estinguere il debito nel 2021 pagando rate annue di 312.919,75 euro a partire dal 2018. Concretamente ciò significa che se il Comune di Cascina continua ad erogare servizi fondamentali ai suoi cittadini, pur senza averli ancora pagati, è solo grazie al fatto che la SdS, avendone la possibilità, ha accettato di anticipare tali somme",

"Per il 2017 - afferma la Sds- il debito per il momento interessa solo la prima tranche, pari a 543mila euro, che Cascina, chiedendo una proroga rispetto alla scadenza del 30 aprile, si era impegnata a pagare entro fino giugno e che, invece, non sono stati ancora versati”.

Capuzzi si sofferma poi sulla partecipazione dei rappresentanti del Comune di Cascina alle riunioni degli organi di vertice della SdS, ossia l’assemblea dei soci e la giunta esecutiva: “Non si vede nessuno da febbraio anche se nel frattempo ci sono state due riunioni dell’assemblea e una di giunta: non partecipano nelle sedi in cui si potrebbero anche porre eventuali problemi e cercare di risolverli, ma non perdono occasioni di attaccare pubblicamente un’istituzione di cui essi stessi fanno parte. Anche alla luce di questo atteggiamento nell’ultima riunione dell’assemblea dei soci del 30 giugno scorso abbiamo modificato la composizione della giunta esecutiva, inserendo il Comune di San Giuliano Terme, rappresentato dal vicesindaco con delega alle politiche sociali Franco Marchetti, al posto dell’assessore Edoardo Ziello in rappresentanza del Comune di Cascina”.

Immutati, invece, gli altri rappresentanti dell’organo composto in totale da cinque membri: i due di diritto sono la presidente della SdS Sandra Capuzzi e la direttrice della Asl Nord Ovest Maria Teresa De Lauretis; gli altri due elettivi, invece, restano il sindaco di Fauglia Carlo Carli e l’assessore alle politiche sociali di Vecchiano Valentina Bertini. La Giunta è l’organo di amministrazione della SdS e adotta, nell’ambito degli indirizzi dell’assemblea, programmi esecutivi, progetti e atti d’indirizzo, regolamenti di gestione e organizzazione quali, in particolare, il regolamento per la disciplina degli acquisti e quello di accesso agli atti. Inoltre propone all’assemblea la nomina del direttore della SdS ed eventuali modifiche statutarie.

“La cooperazione e la collaborazione per dare servizi migliori ai cittadini, soprattutto a quelli più deboli, è una scelta fondamentale e per questo noi stiamo convintamente all’interno di un ente come la Società della Salute della Zona Pisana - spiega il vicesindaco di San Giuliano Terme Franco Marchetti, nuovo membro della Giunta esecutiva -: se ci sono cose da migliorare o correttivi da apportare, infatti, lo si può fare soprattutto lavorando dall’interno. Ma i bisogni non hanno confini e vanno affrontati collettivamente”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la vicesindaco di Calci Valentina Ricotta: “Per quanto ci riguarda, tornare indietro rispetto alla scelta della gestione condivisa dei servizi sociali è impensabile: l’integrazione, infatti, ci permette di aumentare enormemente volume e qualità dei servizi che eroghiamo rispetto al valore della quota capitaria che ciascuno paga. Se tornassimo indietro, ci rimetterebbero solo i cittadini”.

“Per quanto ci riguarda – ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali di Vicopisano Valentina Bertini -, indietro non si torna: la SdS è una risorsa importante per la gestione di servizi fondamentali per i nostri cittadini. Il suo funzionamento, però, dipende anche dal modo in cui gli enti consorziati, e chi li rappresenta, lo utilizzano”.

“Noi pensiamo che la collaborazione fra i Comuni nella gestione della politiche sociali sia imprescindibile e, quindi, rimaniamo convintamente dentro la SdS. Ognuno, comunque, è libero di vederla come vuole – conclude l’assessore alle politiche sociali di Vecchiano Lorenzo Del Zoppo -. Però almeno sia coerente: non si può annunciare pubblicamente di voler uscire e poi restare. Occorre un minimo di coerenza fra ciò che si dice e quel che si fa”.

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