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Morte Cammillini, rabbia di sindacati e partiti

Il pony express è deceduto mentre si trovava a bordo di uno scooter schiantandosi contro un palo della luce:"Basta alle morti sul lavoro"

PISA — "La CGIL di Pisa esprime la propria vicinanza ed il proprio dolore alla famiglia di Maurizio Cammillini, giovane lavoratore pisano che ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro".

Il sindacato è intervenuto per commentare la tragica vicenda del 30enne pisano morto a causa di un incidente stradale.

"Maurizio faceva il pony-express, consegnava pasti a domicilio con il motorino della ditta, un lavoro che faceva da due giorni con la prospettiva di essere assunto stabilmente. Un lavoro al quale teneva molto e per il quale voleva dimostrare la sua precisione nelle consegne.

Sono molti i giovani che lavorano come Maurizio, precari o stabili che siano, corrono per pochi euro al mese e, nel loro lavoro ogni giorno sulle ruote e sulla strada, ogni giorno rischiano di cadere.

La CGIL è impegnata da tempo in una battaglia per il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro ed è sempre più convinta della necessità di aggiornare le valutazioni dei rischi anche per questi lavori “giovani” che per la loro precarietà e povertà di salario hanno una forte rotazione di personale e quindi poca esperienza e poca conoscenza di diritti e rischi da parte dei nuovi entrati.

Ma insieme alla battaglia per la sicurezza vogliamo denunciare con forza che l’aumento sproporzionato del lavoro fragile, precario e poco tutelato e la flessibilità sempre più richiesta al lavoro stabile, la sua frammentazione in mille appalti, l’aumento del tempo di lavoro, ed il continuo risparmio nell’investimento in salute e sicurezza, producono e produrranno sempre più sofferenza, infortuni e incidenti mortali.

Inoltre i continui tagli agli organi ispettivi hanno ulteriormente ridotto i controlli sia in materia di rispetto della sicurezza nei luoghi di lavoro che di regolarità nelle modalità di assunzione".

Sul fatto ha parlato anche Potere al Popolo:"La morte di Maurizio Cammillini ci lascia senza parole, sgomenti dinanzi all'ennesima morte sul lavoro, che non si può di certo derubricare a semplice incidente stradale. Maurizio non aveva ancora trent'anni, e anche se non lo conoscevamo ci sentiamo parte di questo dolore, perché come molti di noi è figlio di una generazione precaria, senza diritti, costretta a lavorare a cottimo o in nero, per salari da fame. Una generazione composta da un esercito di finte partite iva, collaboratori occasionali e lavoratori subordinati, senza tutele, senza assicurazioni, senza malattie, né ferie retribuite. Vanno al massimo da una punto all'altro della città, tempi di consegne serrati, ordini in quantità spesso superiori alla norma. Maurizio Cammillini era uno di loro, uno di noi, invisibile e ignorato, come i diritti di molti di noi."

"Da sempre ci ripromettiamo di far tornare il lavoro al centro dell'agenda politica e così oggi, nell'esprimere vicinanza ai suoi familiari, vogliamo attirare l'attenzione sul drammatico incidente che ha coinvolto Maurizio Cammillini e su tutte e tutti coloro che, come lui, inseguono una paga (spesso in nero), consegnando il più velocemente possibile cibo a domicilio. Ben consapevoli che una soluzione non può che essere trovata all'interno di una compiuta legislazione nazionale che, dopo anni di progressivo e continuo abbattimento delle tutele sociali nel lavoro, finalmente torni a prevedere pieni diritti per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori", è la posizione di Diritti in comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista - Pisa Possibile)

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