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La tassa di scopo fa flop

Dal 2007 a oggi è stata adottata solo da 25 Comuni, quello di Pisa è tra questi. Serve a coprire le spese per la realizzazione di opere pubbliche

PISA — In Toscana l'unico Comune ad aver adottato l'imposta di scopo è stato quello di Pisa. Dal 2007 ad oggi solo 25 i Comuni Italiani ad averla introdotta. 

E' quanto emerge dal dossier "Le imposte di scopo e il finanziamento dello sviluppo locale", realizzato dalla Fondazione Ifel - Dipartimento studi economia territoriale e dipartimento servizi ai Comun, che contiene alcune elaborazioni 2015 su dati di Anci Toscana, Agenzia delle entrate e Istat. 

 Secondo gli autori dello studio, non si può "parlare di successo dell'imposta di scopo. Soprattutto dal raffronto delle riscossioni complessive, circa 23 milioni di euro, con alcune stime che, nel 2007, prevedevano come l'imposta di scopo con un'aliquota dello 0,5 per mille avrebbe potuto produrre un gettito complessivo di circa 942 milioni di euro" partendo dall'assunto teorico che tutti i Comuni avrebbero potuto applicarla.

Il mancato decollo dell'imposta di scopo, secondo gli autori dello studio, è legato al "suo concretizzarsi quale addizionale Imu, alla durata limitata nel tempo, alle modalità di previsione del rimborso in caso di mancata realizzazione dell'intervento, alle regole contabili e ai vincoli alla finanza locale e al contesto socio-economico e normativo degli anni più recenti".

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