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Incendio Calci, tutte le forze in campo

Il coordinamento dei soccorsi è presieduto dal prefetto. Sul posto operano quattro aerei e due elicotteri più personale a terra

PISA — E’ stato attivato nel palazzo del Governo il centro di coordinamento e soccorsi presieduto dal prefetto di Pisa, Angela Pagliuca.

A causa dell’incendio, circa 500 le persone evacuate dal sindaco di Calci che, nell’occasione, è stato coadiuvato dai carabinieri provenienti da diversi comandi compagnie.

Nelle zone lambite dalle fiamme, che al momento stanno interessando anche alcune frazioni del Comune di Vicopisano, sono stati attivati i presidi di pronto soccorso ed avviate le attività di messa in sicurezza delle persone esposte a pericolo.

L’incendio ha distrutto circa 550 ettari di bosco.

Mentre sono ancora in corso le attività di spegnimento delle fiamme grazie all’intervento di 4 canadair e due elicotteri, la situazione è costantemente seguita dalla Prefettura.

A terra stanno intervenendo 350 volontari oltre alle squadre di operai forestali e vigili del fuoco arrivati da Toscana e fuori regione.

"Solidarietà ai colleghi sindaci e nessuna polemica", ha detto intanto il sindaco di Pisa Michele Conti:"Adesso è il momento di far fronte comune davanti a questa tragedia di enormi proporzioni che coinvolge tutto il territorio pisano. Al di là dell'emergenza e della necessità di adoperarsi per limitare i danni di un evento straordinario e imprevedibile - chiarisce Conti - penso ci sia la necessità di costruire, insieme alla Regione Toscana, un meccanismo per il quale territori vocati all'agricoltura che insistono in zone impervie, possano essere presidiati e mantenuti soprattutto da chi ci lavora, mettendo in campo come istituzioni delle iniziative puntuali e consistenti a sostegno dell'imprenditoria agricola".

Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per quel che sta accadendo a Pisa – ha dichiarato intanto il Presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e naturalmente aspettiamo di conoscere i rapporti dei Vigili del Fuoco, ai quali in questo momento siamo vicini, per comprendere meglio dinamiche e responsabilità. Finita l’emergenza, sarà poi necessario riflettere sugli strumenti di prevenzione nel nostro Paese, compresa l’attenzione sulle conseguenze di un clima che estende a dismisura la stagione calda. Lo ripetiamo da tempo: l’unica “grande opera” di cui il nostro Paese ha bisogno è l’adattamento ai cambiamenti climatici, che ci permetterà di difenderci meglio dalle calamità, naturali e non solo …"

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