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Cercasi segretario provinciale Pd

A poche ore dalla chiusura dei termini per la presentazione delle candidature alla segreteria provinciale ancora nessuno si è fatto avanti

PISA — Ore di fuoco per il Partito Democratico pisano chiamato a nominare un nuovo segretario provinciale dopo le dimissioni di Alessio Lari dalla carica di numero uno del partito.

La tempistica è molto stretta: domani, giovedì 2 marzo, entro le 18, vanno presentate le candidature sottoscritte almeno dal dieci per cento dei delegati all'assemblea provinciale, che si riunisce sabato quattro marzo proprio con l'obiettivo di nominare una nuova guida del partito. 

Ma, ad oggi, mercoledì primo marzo, in via Fratti, sede provinciale del partito, ancora non sono arrivate proposte di aspiranti segretari. Colpa di una situazione nazionale incandescente dopo la scissione e di una locale che, giocoforza, ne riflette le conseguenze, con le uscite di Enrico Rossi e Paolo Fontanelli che hanno rimescolato completamente le carte. 

La tempistica del 2 e del 4 marzo è resa ancora più stringente da un altro avvenimento che si svolge proprio nel mezzo: venerdì 3 marzo Paolo Fontanelli - deputato pisano uscito dal PD - ha convocato i suoi per un incontro pubblico a Pisa alla stazione Leopolda e ci potrebbero essere altri traslochi dei membri della componente di SinistraDem nel Movimento Democratici e Progressisti di Rossi e Speranza.

A ricomporre i cocci ci aveva pensato Barbara Guerrazzi, presidente della direzione provinciale del Pd, convocando una riunione nella giornata di ieri, ma neppure lei è riuscita a fare sedere tutti attorno ad un tavolo:

"Preso atto che l'uscita dal Partito di figure di primaria importanza e rappresentatività rendeva ancora più difficile l'auspicato avvio di un percorso che unitariamente e nel rispetto di tutti portasse ad individuare un candidato unico per l'elezione del Segretario provinciale, con l'approvazione di un documento, ho deciso di farmi promotrice dell'attivazione di un tavolo in cui tutti potessero liberamente e serenamente proporre le proprie idee e confrontarle con quelle degli altri", ha scritto stamani.

"Come Presidente della Direzione, dopo aver sondato con grande pazienza e caparbietà la disponibilità di tutti gli interlocutori, ho convocato questa prima riunione per ieri, 28 febbraio nella sede di via Fratti.
Purtroppo una parte molto rappresentativa del Pd pisano ha deciso di non partecipare, preferendo farci conoscere le proprie posizioni a mezzo stampa. Ne prendo atto, ribadendo però che una discussione, magari aspra e dura e la proposta di soluzioni, deve avvenire nelle sedi preposte", ha concluso nella nota.

"Faccio un appello al buonsenso - ha aggiunto Barbara Guerrazzi, raggiunta al telefono - bisogna lavorare nell'interesse del partito e io continuo a farlo e lo farò fino all'ultimo momento senza demordere. Se vogliamo, ci sono ancora spazi e tempi per lavorare ad un percorso unitario".

Intanto la componente alla quale appartiene, ReteDem, non ha presentato candidati alla segreteria provinciale, in stand by la collocazione di SinistraDem, con molti nell'orbita Fontanelli che potrebbero fuoriuscire dal Pd annunciandolo già dall'incontro di venerdì alla Leopolda, mentre i renziani guidati da Mazzeo, per la poltrona di segretario provinciale, continuano a puntare sull'ex vicesindaco di Pontedera Massimiliano Sonetti "sacrificato" nel 2015 alle elezioni regionali.

Il nome di Sonetti potrebbe essere quello giusto per mettere tutti d'accordo? Al momento sembrerebbe di no, ma la proposta della componente renziana va nella direzione di trovare un segretario di transizione in attesa del congresso.

Si chiama fuori dai giochi intanto Matteo Trapani, ex responsabile dei GiovaniDem, da più parti indicato come persona che poteva fare sintesi:"La mia candidatura non c'è e non ci sarà. Abbiamo bisogno di un segretario a tempo pieno che si dedichi al partito". 

La parte che fa riferimento a Trapani è quella giovanile del Pd, in gran parte orientata a livello nazionale verso la candidatura Orlando:"Siamo disponibili al confronto su un nome unitario e al dialogo tra le parti. Quello che assolutamente dobbiamo evitare è un commissariamento della segreteria o la nomina di un comitato di saggi".     

Intanto però il tempo passa e le scadenze incombono. Altri nomi sono sul tavolo, uno ad esempio è quello di Andrea Marchetti, animatore della riunione degli autoconvocati della Leopolda della settimana scorsa, ma nero su bianco ancora non c'è niente e le prossime ore saranno dunque decisive per capire cosa succederà. 

  

Alessandro Turini
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