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Gli appalti crollano e le imprese chiudono

Matteo Giusti

La denuncia della Cna: "I dati confermano il crollo degli investimenti, ma nelle pubbliche amministrazioni manca il senso dell'urgenza"

PISA — Dopo la denuncia del forte calo, a livello nazionale, degli appalti pubblici nel numero e negli importi, dell’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, ora giungono anche i dati a livello locale. Stando ai dati elaborati da Cna, il trend nazionale non risparmia la provincia di Pisa.

"I dati della provincia di Pisa (elaborazione Cna su dati Osservatorio regionale appalti) impietosamente confermano questo stop -si legge in una nota della Cna pisana-. Infatti se gli importi complessivi ammontavano nel primo semestre 2015 a 367.964.538,08, euro questi si sono prosciugati fino a 200.372.755,8 euro da gennaio a giugno 2016, ovvero un crollo del 45 per cento in un anno. Ed anche facendo il confronto con il 2014, con importo complessivo pari a 298.353.861,58 euro e quindi meno generoso del 2015, il calo è pur sempre di un terzo. Anche l’analisi della numerosità dei bandi pubblicati in questi periodi conferma con nettezza il trend negativo: nell’aprile 2015 i bandi sono 105 e così anche quelli di maggio, che precipitano a 69 e 59 rispettivamente negli stessi mesi nel 2016. I dati di giugno 2016 sono ancora peggiori. Sono stati solo 9 i bandi pubblicati il mese scorso (dato non definitivo) contro i 97 dello stesso periodo del 2015".

“In generale -commenta il presidente della Cna pisana Matteo Giusti - ci pare che manchi il senso dell’urgenza nelle pubbliche amministrazioni nel far riprendere il mercato degli appalti pubblici”.

“Molteplici possono essere le chiavi di lettura di questi dati -prosegue - alcune anche oggettive e riferite alla complessità delle nuove norme (centralizzazione delle committenze, mercato elettronico, progetto esecutivo obbligatorio, incertezze interpretative, direttive Anac e decreti attuativi ancora in corso, ecc.), ma la drammaticità dei dati resta assolutamente invariata e la loro ripercussione sulla situazione economica delle nostre imprese e del nostro territorio è sempre più dirompente, assolutamente non più sostenibile. Chi amministra il nostro territorio – ragiona Giusti - ha il dovere di valorizzare il proprio tessuto economico e produttivo, i posti di lavoro e gli spazi per la creazione di impresa. Il tempo è scaduto, se l'importante leva degli investimenti pubblici non ritorna ad esercitare il ruolo che le compete di volano per l'economia e il lavoro. Progetti e risorse non mancano, non accettiamo più scuse di nessun tipo. Cna farà di tutto per tutelare le proprie imprese”.

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