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La Toscana, la sua festa e il Granduca illuminato

229 anni fa Pietro Leopoldo abolì la pena di morte. La ricorrenza è stata festeggiata con un consiglio comunale aperto al cinema Lux

PISA — "Qui in Toscana, con un atto firmato nella nostra città, il 30 novembre 1786 e per volontà del Granduca Pietro Leopoldo, venne abolita la pena di morte nel Granducato di Toscana". Con queste parole il presidente del Consiglio comunale Ranieri Del Torto ha aperto la seduta straordinaria del Consiglio che oggi si è svolta al teatro Lux per celebrare la 15esima edizione della Festa della Toscana, nata nel 2000 proprio per commemorare la promulgazione del codice leopoldino, grazie al quale per la prima volta nella storia venne abolita la pena di morte. Un atto che fece di Pietro Leopoldo un chiaro esempio di sovrano illuminato.

"Un traguardo che in quanto firmato a Pisa ci deve rendere orgogliosi come cittadini -ha proseguito Del Torto- e che oggi ricordiamo per far sì che si creino nuove occasioni per riflettere su temi importanti come i diritti umani e l'uguaglianza. Temi estremamente attuali che meritano tutta la nostra attenzione. Conquiste dalle quali non possiamo retrocedere".

Assente per motivi istituzionali che lo hanno portato a Roma, il sindaco Marco Filippeschi. Così sul palco del cinema teatro Lux la parola è passata all'assessore Andrea Ferrante, il quale ha sottolineato l'importanza e l'impronta democratica portate in Toscana dal Granduca Pietro Leopoldo: "Riforme che hanno cambiato la vita delle persone e che hanno dato impulso alla cultura, all'innovazione, allo studio come strumento per rispondere alle esigenze della società".

Il professore di storia Giovanni Cipriani dell’Università di Firenze ha poi esposto la sua relazione su “La Pisa di Leopoldo II: ricchezza, povertà e diritti umani alla fine del ‘700”, raccontando alla platea composta di giovani studenti la vita e le innovazioni portate in Toscana dal Granduca: a lui, oltre all'abolizione della pena di morte, primato toscano nel mondo, si devono infatti i primi censimenti della popolazione toscana anche in termini di professioni svolte dagli abitanti e la liberalizzazione del commercio con l'abolizione dei dazi doganali

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