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Due famosi giornalisti alla Normale

Il primo è Marco Damilano, protagonista di una serata su Aldo Moro, il secondo è Gianni Minà, che racconterà la sua carriera

PISA — Alla Scuola Normale, lunedì 26 novembre alle ore 21, serata spettacolo di Marco Damilano su Aldo Moro. Si intitola “Un atomo di verità” il libro (edizioni Feltrinelli) e lo spettacolo che il direttore de L'Espresso ha voluto dedicare alla figura dello statista democristiano, di cui ricorre il quarantennale della morte. Damilano parlerà di Moro a partire dall’annuncio del suo rapimento e della sua detenzione, i famosi 55 giorni di prigionia culminati poi con l’esecuzione da parte delle Brigate Rosse. Damilano non ha realizzato però una inchiesta su questi fatti, ma ha ripercorso invece l’intera vita dello statista pugliese, gli affetti, la cultura, l’orizzonte politico, il suo lascito come uomo di pensiero, per arrivare fino ai nostri giorni.

“Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra un atomo di verità e io sarò comunque perdente” è la frase di Aldo Moro da cui Damilano ha tratto ispirazione per il titolo del suo lavoro.

Gianni Minà ha compiuto ottant’anni il maggio scorso, e sarà a Pisa, mercoledì 28 novembre alle ore 17, ospite della Scuola Normale per una conferenza pubblica del ciclo “I venerdì della Normale”.

Ripercorrerà la sua vita di cronista, esercitata intervistando alcune tra le personalità più emblematiche del Novecento, con le quali ha spesso instaurato legami di profondo rispetto e amicizia: da Muhammad Ali a Gabriel Garcia Marquez, da Fidel Castro a Diego Armando Maradona, da Robert De Niro a Pietro Mennea, da Mina a Sergio Leone.

Giornalista italiano tra i più conosciuti all’estero, Gianni Minà è stato anche un prezioso documentarista, che ha saputo far evolvere il linguaggio giornalistico della televisione. Memorabili i suoi reportage sulle lotte e il riscatto dell’America Latina, e il documentario su Fidel Castro, frutto di 16 ore di intervista. Come cronista sportivo, ha seguito Mondiali e Olimpiadi, oltre a decine di campionati mondiali di pugilato. Tra suoi fiori all’occhiello, la grande boxe spiegata nelle 14 puntate della trasmissione “Facce piene di pugni” e la trasmissione sportiva “Blitz”. Ha seguito poi cinema e musica: “Storie del Jazz”, per esempio, è un affresco su i musicisti, del calibro di Stan Getz o Dizzy Gillespie.

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