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Controlli di vicinato, la giunta dà il via libera

Il cartello sui "Controlli di Vicinato" attivati a Empoli

Ok all'intesa con la prefettura che permetterà di attivare nei quartieri gruppi organizzati di cittadini, in contatto con le forze dell'ordine

PISA — Con una delibera votata oggi all’unanimità, la Giunta ha approvato la bozza di protocollo d’intesa che dovrà essere sottoscritta dal Sindaco Michele Conti e dal Prefetto Giuseppe Castaldo, per mettere in pratica il progetto “Controllo di vicinato” nella città di Pisa.

Si tratta di uno strumento di prevenzione che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata area o quartiere e la cooperazione con le Forze di Polizia statali e locali. Fare "Controllo del Vicinato" significa rafforzare ulteriormente, in un sistema di sicurezza integrata, il modello di collaborazione interistituzionale, attraverso il quale istituzioni pubbliche e soggetti anche privati - ciascuno per la propria sfera di competenza – collaborino per fronteggiare i fenomeni di microcriminalità generano insicurezza collettiva.

“Con la firma per l’istituzione del controllo di vicinato a Pisa – ha spiegato Conti – viene istituzionalizzata e regolamentata una pratica già presente in maniera informale in tanti quartieri di Pisa e, al contempo, si realizza un altro degli obiettivi contenuti nel nostro programma di mandato. Appena avremo firmato in Prefettura il protocollo ci adopereremo perché il progetto abbia in tempi brevissimi piena attuazione, così da mettere in pratica un nuovo modello gestionale, quel sistema integrato di sicurezza con il quale si rafforza la collaborazione tra amministrazioni centrali, istituzioni e società civile. Sarà un nostro impegno supportare e valorizzare i percorsi di cittadinanza attiva e di partecipazione diretta dei cittadini i in questo campo, allo scopo di contribuire all’innalzamento degli standard di sicurezza della comunità, aggiungendo uno strumento condiviso alle tante azioni messe in campo dall’amministrazione in materia di sicurezza . Lo riteniamo uno strumento utile anche per rafforzare il senso civico di appartenenza a un determinato quartiere e lo spirito di coesione sociale che può aiutare a risolvere alcuni problemi quotidiani dei cittadini che vivono la città”.

Gli obiettivi del progetto sono fissati in un vademecum operativo: contribuire all’attività di prevenzione e controllo del territorio; promuovere un processo di partecipazione attiva della società civile alla gestione della sicurezza pubblica, attraverso lo sviluppo di interrelazioni finalizzate ad avvicinare, sempre più, i dispositivi di prevenzione alla percezione dei cittadini; rafforzare il modello di collaborazione tra i cittadini e le Forze di Polizia statali e locali.

L'area del Controllo di Vicinato, che dovrà essere segnalata con adeguata cartellonistica conforme al Codice della Strada, indica ai potenziali malintenzionati che i vicini di quella zona si sono organizzati e applicano un controllo informale ma costante sul territorio, comunicando, attraverso i propri coordinatori, alle Forze di Polizia statali e locali, situazioni ed eventi di interesse, ovvero attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale.

L’attività di controllo di vicinato viene svolta da gruppi di cittadini nel cui ambito saranno individuati dei “coordinatori”; tale azione di controllo dovrà consistere nello svolgimento di un’attività di mera osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano nella propria zona di residenza. Il coordinatore del gruppo avrà il compito di trasmettere le segnalazioni alle forze di polizia attraverso i numeri e gli indirizzi e-mail che saranno comunicati dalla Questura e dai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, attivati per le questioni che attengono alle aree di competenza.

Il protocollo vieta severamente qualsiasi iniziativa personale ovvero qualunque forma, individuale o collettiva, di pattugliamento del territorio, specificando che i cittadini devono astenersi da incaute iniziative personali e/o da comportamenti imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per sé e per altri; astenersi da intervenire direttamente e attivamente in caso di commissione di reati; non sconfinare in eventuali, possibili forme di pattugliamento attivo, individuale o collettivo, del territorio; astenersi dal segnalare fatti e circostanze che non siano stati oggetto di una appropriata osservazione e adeguata valutazione sul piano della potenziale pericolosità o che, comunque, appaiano manifestamente inidonei a rappresentare una possibile minaccia per la sicurezza, l’incolumità e la tranquillità pubblica.

Il protocollo avrà durata triennale a partire dal giorno della firma e prevede ogni semestre una verifica generale congiunta e, a cadenza trimestrale, riunioni tra i coordinatori del progetto, le Forze di Polizia e la Polizia locale.

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