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Caritas, ai centri d'ascolto 1500 persone

“Comunità precarie”. Presentato oggi il Rapporto 2018 dell’Osservatorio sulle Povertà della Diocesi di Pisa. Ecco tutti i numeri

PISA — Sono 1.565 le persone incontrate dai Centri d’Ascolto della Caritas diocesana di Pisa nel 2017, un dato sostanzialmente costante ormai da quattro anni dato che furono 1.619 nel 2014, 1.554 nel 2015 e 1.623 nel 2017. Circa due terzi (1.005) sono stranieri e poco più di un terzo (560) italiani. La stragrande maggioranza (83,6%) vive in uno dei comuni della Zona Pisana (83,6%). Il 52,8% è uomo e il 47,2% donna. 

Il dramma rimane la mancanza di lavoro. Circa il 62,8%, infatti, non ce l’ha ma vi è anche una quota corrispondente al 16% del totale che, invece, pure avendo un’occupazione, ha comunque bisogno di rivolgersi alla Caritas per soddisfare le necessità fondamentali della propria famiglia. Si tratta di persone impiegate in professioni di basso profilo retributivo e spesso precarie: lavoratrici di cura soprattutto ma anche addetti alle pulizie e, più raramente, operaie.

Tra gli immigrati la proporzione dei senza lavoro sale ulteriormente arrivando fino al 64,8% mentre scende al 59,1% per gli italiani fra i quali, invece, i pensionati sono ben il 12%.

L’altro problema si chiama casa. Coloro che vivono in una condizione marginalità abitativa, infatti, sono pari a un quinto (20%) del totale. Si tratta di 311 persone che o sono proprio senza dimora o vivono in ruderi, case inagibili occupate, camper, roulotte e baracche.

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