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Camere di Commercio, mozione in Regione

Il consigliere regionale Andrea Pieroni

Il documento presentato dal consigliere Andrea Pieroni (PD) chiede un intervento per modificare il decreto accorpamenti

PISA — Proporre una modifica alla normativa vigente e rendere volontari i processi rideterminazione delle circoscrizioni territoriali e di istituzione di nuove camere di commercio. E' questo, in sintesi, l'obiettivo di una mozione presentata dal consigliere regionale Andrea Pieroni (Pd), chiede un intervento della giunta “In merito alle prospettive delle camere di commercio, con particolare riferimento a quella della Toscana Nord-Ovest”. La mozione è stata sottoscritta anche dagli altri due consiglieri pisani, Antonio Mazzeo ed Alessandra Nardini.

"La questione del riordino territoriale delle Camere di commercio – spiega Pieroni – si trascina da diverso tempo. Dopo il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 16 febbraio 2018, adottato sulla base della proposta di Unioncamere, vi è stato il ricorso della Camera di commercio di Pavia al Tar del Lazio che in data 15 marzo 2019 giudicava “rilevante e non manifestamente infondata” la questione sollevata dall’ente camerale di legittimità costituzionale per “violazione del principio di leale collaborazione nella funzione legislativa, che prevedono che l’esercizio delegato della potestà legislativa debba vedere un’interlocuzione fra Stato e Regioni che si realizzi attraverso un’intesa con le Regioni e non attraverso un semplice parere. Quindi – prosegue Pieroni – ora siamo in attesa del pronunciamento della Consulta, che metterà una parola finale sulla vicenda. Intanto però credo che la Regione Toscana possa attivarsi, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, per proporre di cambiare il decreto vigente. Il punto centrale, per noi, è quello dell’omogeneità degli ambiti territoriali: crediamo fermamente che le fusioni, gli accorpamenti delle Camere di commercio debbano avvenire in forma volontaria ed in relazione proprio all’omogeneità socio-economica dei territori interessati".

Il decreto del 2018 prevedeva il mantenimento delle Camere di Commercio di Firenze e della Maremma; l’accorpamento di Lucca, Massa Carrara e Pisa (Toscana Nord-Ovest), Arezzo e Siena; Pistoia e Prato.

"Questi accorpamenti – chiarisce Pieroni – non risultano omogenei, in particolare per quanto riguarda la Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest. La Regione, in sede di approvazione dell’ultimo Programma regionale di sviluppo si era invece sforzata di individuare ambiti territoriali con dimensioni di scala adeguate e il più possibile omogenei sotto il profilo sociale, economico e territoriale, secondo un’ottica volta a raccordare utilmente azioni, obiettivi e risorse. Infine, a quanto ci risulta, il processo di accorpamento non sembra aver portato incrementi in termini di efficienza e minori costi gestionali, mentre riscontriamo oggi maggiori difficoltà a rapportarsi in ambiti non omogenei, con interessi diversificati e che quindi richiedono interventi differenziati. E in ogni caso – conclude Pieroni – è essenziale che le fusioni delle Camere avvengano sulla base di una condivisione e non di un obbligo".

La mozione presentata dal consigliere Pieroni chiede alla giunta di “Attivarsi in tempi rapidi anche nelle more del pronunciamento della Corte Costituzionale, nei confronti del Governo, considerando anche la possibilità di sottoporre la questione in sede di Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di proporre una modifica alla normativa vigente, alla luce delle criticità emerse a livello generale in sede di applicazione delle norme in materia camerale, al fine di rendere volontari i processi rideterminazione delle circoscrizioni territoriali e di istituzione di nuove camere di commercio, nell’ottica di giungere ad eventuali accorpamenti in ambiti territoriali omogenei dal punto di vista socio-economico; i quali, una volta definiti, possano costituire un utile strumento sia in relazione alle politiche regionali di sviluppo del territorio che al ruolo svolto dai Distretti”.

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