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Pisa Calcio, l'attesa è tutta romana

In queste ore due fatti decisivi per le sorti della società neroazzurra: la mediazione di Abodi per la vendita e la attesa sentenza per Fabio Petroni

PISA — "Pisa e il Pisa non possono piu’ permettersi di perdere altro tempo, ora l’offerta è arrivata, non c’è più tempo per inutili ripensamenti e per altre assurde ripicche personali: qui la situazione rischia veramente di precipitare se non avverrà in tempi ristrettissimi questo passaggio di proprietà !!. Questa crisi societaria ormai sta influendo pesantemente e inevitabilmente anche sulla parte calcistica, è ora di mettere una parola FINE prima che sia troppo tardi", hanno scritto i tifosi della curva nord in un comunicato.

E in effetti, come ribadito dal presidente della lega di serie b Andrea Abodi, che ormai da mesi sta seguendo in prima persona la vicenda "Il tempo a disposizione è finito".

Abodi, da ieri a Roma, sta cercando di convincere l'attuale proprietà del Pisa ad accettare l'unica offerta d'acquisto ritenuta valida, quella arrivata dalla famiglia Corrado con i soci Viris e Unigasket per un valore di circa 7 milioni di euro.

Ma dall'altra parte si sta tirando per le lunghe, probabilmente in attesa di capire l'esito della sentenza di primo grado, attesa proprio in giornata, per l'ex presidente Fabio Petroni, nel processo per bancarotta che lo vede imputato e per il quale il pubblico ministero ha chiesto una condanna a otto anni e quattro mesi di reclusione e la cui sorte personale sta ovviamente condizionando l'eventuale compravendita del Pisa.

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