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Approvazione in Consiglio, via al Daspo urbano

La sperimentazione del provvedimento durerà tre mesi. Restano fuori piazza dei Cavalieri e le Vettovaglie, polemica con le opposizioni

PISA — Il Consiglio Comunale, a maggioranza, ha approvato la delibera che, recependo nel regolamento di Polizia Urbana le nuove norme previste dalla Legge Minniti, stabilisce le aree urbane ove è possibile applicare gli ordini di allontanamento. Pisa è il primo capoluogo di provincia della Toscana che utilizza questa possibilità prevista dalla Legge.

“Mettiamo alla prova ogni provvedimento utile a superare le criticità. E’ stata una discussione impegnativa – sottolinea il Sindaco Marco Filippeschi – anche perché siamo alle primissime applicazioni. Tutti i contributi alla discussione per me sono stati importanti. Avere preso come riferimento la proposta di zonizzazione fatta dal Questore, che ringrazio anche in questa occasione, approvandola senza modifiche, rende l’avvio della sperimentazione calibrato su obiettivi circoscritti e dunque verificabili. Si è preso l’impegno a monitorare per poi fare il punto, dopo i primi tre mesi di applicazione".

Le aree urbane stabilite nella delibera sono quelle individuate al tavolo tecnico della Questura tenutosi il 17 agosto scorso, che tiene fuori due zone "calde", che molti avrebbero voluto inserire: Vettovaglie e Cavalieri.

Queste le aree individuate:

a) Area urbana Stazione Centrale.

b) Area urbana complesso monumentale Duomo.

c) Aree di parcheggio con consistenti flussi turistici: Parcheggio Piazza Santa Caterina, Parcheggio Piazza Francesco Carrara, Parcheggio Piazza Sant’Antonio

d) Area urbana di consistente flusso turistico: Corso Italia, Piazza XX settembre, Ponte di Mezzo, Piazza Garibaldi, Borgo Stretto, Via Guglielmo Oberdan.

Come funziona questo nuovo strumento?

L’art. 9 del Legge 48/2017 (cosiddetta Legge Minniti) prevede “misure a tutela del decoro di particolari luoghi”. Tra queste misure viene introdotto, oltre alle sanzioni pecuniarie previste, l’ordine di allontanamento dal “luogo” in cui vengono commesse determinate condotte illecite.

La disciplina si applica già per legge alle aree interne e relative pertinenze delle infrastrutture di mobilità: nel caso di Pisa, quindi, alla stazione ferroviaria, all’aeroporto, alla Sesta Porta.

Per quanto riguarda invece il fenomeno degli spacciatori di stupefacenti, già la legge stessa prevede che il Questore possa disporre, per ragioni di sicurezza e su tutto il territorio comunale, il divieto di accesso o di stazionamento nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico, pubblici esercizi, nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi 3 anni.

Hanno votato a favore i consiglieri Francesco Pierotti (Pd), Maria Antonietta Scognamiglio (Pd), Alessandra Mazziotti (Pd), Juri Dell’Omodarme (Art.1-Mdp), Veronica Fichi (Art.1-Mdp), Mariachiara De Neri (Pd), Nicola Pisani (Pd), Vladimiro Basta (Pd), Lisa Cioncolini (Pd), Francesca Del Corso (Pd), Sandro Gallo (Pd), Giuseppe Ventura (In lista per Pisa), Rita Mariotti (In lista per Pisa), Patrizia Bongiovanni (Pd), Ferdinando De Negri (Pd), Giovanni Garzella (Pisa è..), il sindaco Marco Filippeschi e il presidente del Consiglio Comunale Ranieri Del Torto.

Hanno invece votato contro i consiglieri, Simonetta Ghezzani (Si), Stefano Landucci (Possibile), Ciccio Auletta (Una città in comune-Prc), Marco Ricci (Una città in comune-Prc), Elisabetta Zuccaro (M5S) e Odorico Di Stefano (I Riformisti).

Non hanno partecipato al voto, infine, i consiglieri Gianfranco Mannini (M5S), Raffaele Latrofa (Pisa nel cuore), Maurizio Nerini (Noi adesso Pisa-Fdi-An), Filippo Bedini (Noi adesso Pisa-Fdi-An), Valeria Antoni (M5S), Riccardo Buscemi (Fi-Pdl), Mirella Bronzini (Fi-Pdl) e Virginia Mancini (Fi-Pdl).

“Il provvedimento del daspo urbano, votato in Commissione Politiche Sociali e successivamente in Consiglio Comunale, da parte della maggioranza è assolutamente incompleto e privo di efficacia onnicomprensiva - ha detto il segretario della Lega nord Edoardo Ziello - Gli emendamenti del Centrodestra prevedevano l’ampliamento della mappatura del daspo, con l’inserimento di Piazza dei Cavalieri, delle Vettovaglie e le vie limitrofe nel raggio di applicazione.

Inoltre è proprio assurdo che per ingraziarsi i dissidenti della maggioranza, cioè quelli di MdP, il PD abbia impostato il daspo in via del tutto sperimentale e quindi temporaneo, per un periodo di tre mesi, quando in realtà è un atto che necessiterebbe stabilità e definitività. Nella forma portata avanti dal PD si crea, semplicemente, uno strumento zoppo e inutile”

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