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I sindaci chiedono la riapertura dei cimiteri

Il cimitero di Calci

I sindaci del Lungomonte Pisano - di Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano - hanno scritto al Prefetto e al governatore Rossi

PISA — “Inizia ad essere veramente lungo il periodo di distacco imposto ai nostri cittadini che non possono far visita o prendersi cura dei loro cari defunti - hanno scritto i sindaci del Lungomonte Pisano al Prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo e al Presidente della Giunta Regionale Toscana, Enrico Rossi -. Ci saremmo aspettati una qualche indicazione dal Governo ma, in assenza di direttive specifiche e di una prospettiva temporale certa riteniamo necessario il vostro intervento per superare il blocco causato da un circolare del Ministero della Salute”. 

I primi cittadini di Calci, San Giuliano Terme, Vicopisano e Vicopisano chiedono un nulla osta o l’emissione di un’ordinanza regionale specifica per permettere, nel rispetto del distanziamento sociale e delle misure emanate per contrastare la diffusione del Covid-19, alla comunità di poter accedere ai cimiteri.

La richiesta mira a consentire, così come avviene per tutte quelle attività all’interno delle quali è permesso l’ingresso a determinate condizioni, una misura volta “a scongiurare affollamenti – precisano Massimiliano Ghimenti, Sergio Di Maio, Massimiliano Angori e Matteo Ferrucci – che possono essere evitati non solo con la chiusura materiale dei cimiteri come dispone la circolare ma anche con misure di prevenzione e presidio degli accessi e con il relativo contingentamento”.

Una proposta messa nero su bianco e corredata dal supporto scientifico redatto spontaneamente da una microbiologa residente a Calci che ha inviato al Sindaco delle proposte basate su dati emanati dall’Istituto Superiore di Sanità.

“Abbiamo accolto questi suggerimenti – concludono i Sindaci del Lungomonte - e li abbiamo ulteriormente inaspriti per massima prudenza e, se autorizzati, ci impegneremo a rispettarli. Per questo congiuntamente chiediamo al Prefetto e al Governatore della Toscana un nulla osta o, ancor meglio, l’emissione di una ordinanza regionale specifica, così come fatto su molti temi, al fine di rendere omogenea l’applicazione delle procedure ipotizzate. Ci siamo permessi di suggerire e richiedere l’emissione di un atto uniforme alle autorità preposte affinché valutino una misura generalizzata che possa scongiurare confusione tra i cittadini favorendo una riapertura sicura e, al contempo, evitando ordinanze locali emesse a macchia di leopardo”

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