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Pd pisano, in 5 occupano simbolicamente la sede

Giuliano Pizzanelli e Ylenia Zambito

Gli esponenti Ferrante, Cerri, Zambito, Pizzanelli e Picchi hanno occupato simbolicamente la sede provinciale del Partito Democratico

PISA — Ieri, nella sede del Partito democratico in via Fratti, il vice segretario provinciale Andrea Ferrante, gli ex assessori Fabrizio Cerri e Ylenia Zambito, il capogruppo Giuliano Pizzanelli e la consigliera comunale e provinciale Olivia Picchi hanno occupato simbolicamente la sede provinciale per denunciare "l'immobilismo che paralizza il partito cittadino", in relazione alla mancata nomina dei quadri del partito pisano.

"Per chi ha la nostra storia e la nostra cultura politica si tratta di una scelta estrema e lacerante. Abbiamo ritenuto ugualmente inevitabile prenderla per amore del nostro partito e di tutto ciò che dovrebbe rappresentare", hanno dichiarato gli occupanti. 

"Raccogliamo i tanti messaggi di malumore ed esasperazione che in queste settimane ci sono giunti - hanno aggiunto -. Auspichiamo che nei prossimi giorni possano arrivare le risposte che chiediamo invano da più di un anno.In caso contrario riteniamo indispensabile assumere ulteriori iniziative".

Ferrante ha anche annunciato di essersi sospeso dalle funzioni di vice segretario provinciale fino a un chiarimento definitivo.

Di seguito il comunicato diramato dai cinque al termine dell'occupazione simbolica.

"È trascorso ormai il tredicesimo mese dopo la sconfitta alle elezioni amministrative.Una ferita che brucia ancora, tanto più dopo un anno di amministrazione leghista. Pochi risultati, poche idee e tanti pasticci.In tutto questo tempo, però, nonostante l'apertura di credito che ci hanno dato gli elettori alle Europee (dove il PD pisano è cresciuto di oltre dieci punti percentuali, ben oltre la media nazionale e provinciale), non siamo stati capaci di ricostruire i gruppi dirigenti del partito.Dopo il passaggio controverso dell'elezione di Biagio Depresbiteris a segretario cittadino, si arrivò nel novembre scorso alla decisione condivisa di celebrare un congresso entro il già trascorso giugno. Una scelta votata dall'intera Assemblea comunale e poi disattesa, senza spiegazioni e senza una discussione aperta e franca.Da oltre un mese siamo in attesa di un commissario e di una data per un congresso che a questo punto è inevitabile per norma statutaria.Un'attesa che è diventata surreale. Dalle segreterie provinciale e regionale, che hanno il dovere di procedere, nessuna decisione e nessuna risposta.Chi ha a cuore le sorti di Pisa, chi spera nella possibilità per il centrosinistra di svolgere il suo ruolo di opposizione sul territorio, affiancando l'encomiabile lavoro del gruppo consiliare, chi vuole costruire un'alternativa, chi vuole dialogare con la città e le sue forze migliori, chi cerca punti di riferimento per impegnarsi contro una destra inadeguata e pericolosa e, magari, provare a vincere le elezioni regionali non ne può più di questo attendismo.Da oggi annunciamo una mobilitazione che si fermerà solo quando un congresso sarà convocato.Nel mese di agosto chiameremo iscritti e simpatizzanti a far sentire la loro voce e a dire "basta".Nel frattempo continueremo a sollecitare chi ne ha la responsabilità ad assolvere i suoi compiti o farsi da parte.Un partito come il PD è patrimonio di tutti i suoi iscritti e i suoi elettori.Non può essere ostaggio delle manovre di pochi."

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