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40 milioni per il Marchesi. Nerini: "Abbattetelo"

L'esponente d'opposizione: "Meglio salvare l'Itis che dal 2007 aspetta gli adeguamenti antisismici"

PISA — Servono 40 milioni di euro per il Marchesi? Ricordiamoci che che Pieroni, Filippeschi e Fontanelli, avendo sottratto fondi alla scuola pisana, sono stati gli attori a vario titolo di questa penosa vicenda". Dure le parole del consigliere Maurizio Nerini di Noi adesso Pisa.

Nella vicenda dell'edilizia scolastica, l'esponente d'opposizione punta il dito contro le "logiche di copertura di buchi di bilancio".

"Il complesso Concetto Marchesi -dice Nerini - è nato male e da abbattere senza remore".

"Oggi -prosegue- forti di un Renzi boyscout sballottato tra riforme di destra fatte da sinistra e fiorentino-centrismo aeroportuale, si partorisce un progetto per 40 milioni di euro affidando la scelta ad un Consiglio Provinciale desautorato, deputato alla liquidazione della struttura , ma monco per leggi e regolamenti. Al Comune rimarranno in futuro i cocci di queste che si annunciano scelte dettate più da orgasmi post elettorali che da progetti di ampio respiro.

Si parla di dividere gli Istituti Buonarroti e Santoni costruendo non si sa dove una nuova scuola per il primo e per il secondo di dilaniare le strutture dell’ITIS di via Contessa Matilde radendone al suolo i laboratori messi male sì, ma scolasticamente efficienti e presenti.

Quando entrò in vigore il riordino dei cicli della Gelmini, cinque anni fa, non si volle far assorbire il Santoni in un corso unico di “costruzione ambiente e territorio” con sede presso l’ITIS da Vinci, ititoli quella volta recitravano “nessuno tocchi il Santoni”, salvo accorgersi che i numeri degli iscritti all’ex geometri si andavano man mano assottigliando proprio per la carenza dei laboratori di edilizia presenti invece all’ITIS .

Un Leonardo da Vinci per posizione biglietto da visita della scuola italiana, che attende ancora di essere adeguato sismicamente dal 2007, quando è stato restaurato con 3 milioni di euro, incredibilmente solo per metà.

Intanto -conclude il consigliere- il Leonardo da Vinci, transennato a dismisura con cantieri perenni che contro tutto e tutti incrementa i suoi iscritti e fa trovare lavoro ai suoi diplomati"

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