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La fine di un'epoca oltre che di un mandato

Ultima seduta per il consiglio della provincia di Pisa. Tra un mese passaggio di funzioni. La nuova sede di Cisanello va alla Stella Maris

PISA — Sono le lacrime del presidente del consiglio provinciale Consuelo Arrighi ad aprire l'ultima seduta della provincia di Pisa.

Un consiglio storico, che chiude un'epoca, oltre che un mandato. I consiglieri di Pisa sarebbero stati comunque in scadenza, ma dopo oggi, chi siederà tra quei banchi, non sarà eletto dalla gente: in quanto ente di secondo grado, infatti, la provincia riformata sarà espressione di sindaci e consiglieri. 

Il clima tra i consiglieri è da ultimo giorno di scuola, tra le battute amare di chi non ha capito di preciso cosa succederà dopo e quella foga di controllare se registrato sul telefono c'è il numero del collega di tante battaglie e di qualche scontro. Da domani, ciascuno di loro deciderà cosa fare in privato e in politica. Continuando a fare il proprio lavoro: il presidente Arrighi è dipendente del Pd.

"Oggi si chiude un pezzo di storia - ha detto Arrighi - perché il consiglio non sarà più votato da tutti, ma solo da sindaci e consiglieri. Dal primo discorso di insediamento del giugno di 63 anni fa, la provincia ha sempre portato avanti la volontà di bilanciare gli interessi dei comuni". Questo, secondo giunta e consiglieri uscenti, il più grande interrogativo: riusciranno i comuni più grandi ad avere lo stesso peso di quelli piccoli? Con l'introduzione del voto ponderato, Pisa riuscirà a difendere gli interessi di Orciano Pisano?

"Solo se i più grandi - prosegue - si prendono in carico i piccoli e continuano a perseguire la volontà della Provincia. Sarebbe un problema se diventasse la somma di piccoli interessi, visto che di 37 comuni, solo 5 hanno più di 15mila abitanti". Tra le cose che si lascia dietro, alla presidente resta un cruccio: "Sono entrata in consiglio nel 2004 e la questione ex Gaslini è stata una sfida. Quando si arriverà alla fine io non ci sarò".

Ci sarà, invece, il presidente della Provincia Pieroni che, con la giunta e a titolo gratuito, si occuperà fino a fine anno dell'ordinaria amministrazione. "Sull'ex Gaslini contiamo di dare buone notizie entro un mese, un mese e mezzo". Tra le incompiute di Pieroni c'è la nuova sede: "Volevamo mettere tutti gli uffici sotto lo stesso tetto - spiega - quando abbiamo preso la nuova sede a Cisanello. Poi è iniziato il ragionamento di revisione delle Province e ora la stiamo cedendo alla Stella Maris". 

Erano 72 i milioni per la spesa d'investimento nel 2004, sono 17 nel 2013. "L'operatività è progressivamente diminuita ed è diventato sempre più difficile investire. Resta incompiuto l'intervento sulla strada che va dalla Sterza a Saline di Volterra, ma abbiamo investito in sicurezza idraulica, Scolmatore, messa in sicurezza del Serchio. Poi in scuole e lavoro. Ora verrà a mancare il ruolo di coordinamento forte esercitato dalla Provincia". 

Una Provincia che aveva una sola donna in consiglio nel 1951, ne ha 9 a distanza di oltre 60 anni. Ma dal '93, da quando la carica di presidente del consiglio provinciale non coincide più con quella di presidente della Provincia, ci sono stati quattro presidenti del consiglio: due uomini e due donne.

Ora, entro l'8 luglio, lo Stato dovrebbe definire a chi trasferire le deleghe sulle funzioni che la Provincia non può più svolgere. 

Da allora, però, Comuni e Regione dovranno iniziare a lavorare per assumersi gli incarichi. E dicembre è vicino. 


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