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La casa di D’Annunzio

A Marina di Pisa sulle tracce della Villa delle Tempeste. Si ritrovano proprio qui tutti i punti della sua arte immemorabile

PISA — Gabriele D’Annunzio ha fatto di Marina di Pisa e di Pisa uno dei punti centrali della sua arte. Ne ha parlato come Eden, come scrigno d’arte, come “la dorata” in opere indimenticabili: Elettra, Alcyone, Il notturno, il Forse che sì forse che no.

Durante i suoi soggiorni pisani, risiedeva, infatti, nella Villa Peratoner, ribattezzata da lui Villa delle Tempeste, situata vicino alla foce del fiume Arno, dove adesso si trovano un bar e un ristorante.

Ed è proprio lì che compose l’incipit di una delle liriche più importanti di Alcyone, “La tenzone”: “O Marina di Pisa quando folgora il solleone!”, verso che adesso si può notare impresso su uno scoglio situato in corrispondenza a dove sorgeva la dimora dannunziana.

La villa, immersa tra la spiaggia e la pineta, era il luogo ideale per dedicarsi allo studio e all’attività letteraria: il mare richiamava alla sua immaginazione antichi miti, la grande produzione artistica del passato e la passione amorosa. Un ruolo importante, nella scoperta da parte del Poeta del litorale pisano, lo ebbe, infatti, Eleonora Duse, la donna che, anche dopo la morte, rimase, per lui, la Musa, l’ispiratrice regina.

Viola Luti
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