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Villa del Gombo, il Parco lancia allarme erosione

L'Ente sta monitorando il fenomeno e lancia un appello: "Provincia e Regione realizzino interventi in sinergia"

PISA — Anche la villa del Gombo minacciata senza rapidi interventi. Nel recente passato la difesa della costa di San Rossore dall’erosione è stata affidata a diversi interventi, solo alcuni dei quali hanno realmente funzionato: di conseguenza, tale fenomeno è proseguito inesorabilmente con effetti che sono oggi talmente seri da far apparire la linea di costa profondamente arretrata rispetto al passato.

L’Ente Parco, che non ha competenze in ambito marino, sta monitorando il fenomeno soprattutto attraverso i pareri tecnici e scientifici che sono stati forniti a supporto degli interventi infrastrutturali che possono alterare in modo significativo l’andamento delle correnti, a cominciare, ad esempio, dai progetti che interessano il Porto di Livorno e la foce dello Scolmatore, riguardo al quale proprio nei giorni scorsi il Consiglio direttivo del Parco ha richiesto agli uffici un’apposita informativa.

L’attuale emergenza, visibile anche a occhio nudo da Bocca d’Arno, è però quella che riguarda in particolare il litorale della Tenuta di San Rossore che si estende dalla foce del Fiume fino alla spiaggia del Gombo, la quale richiede attenzione e protezione proprio per l’importanza storica ed ambientale di quella località, che è ancora presidiata dalla omonima Villa presidenziale. In questi mesi la recinzione che circonda l’immobile e il giardino, già sostituita meno di due anni fa dopo che il mare l’aveva “inghiottita”, è tornata ad essere minacciata e a cedere in alcune sue parti.
L’Ente Parco, che ha discusso di tali criticità anche con i membri della Commissione controllo e garanzia del Comune di Pisa in una recente visita alla Tenuta, lancia dunque l’allarme per un serio problema che, se non affrontato con urgenza e con tutti gli strumenti a disposizione, potrebbe mettere a rischio l’esistenza stessa della Villa del Gombo, fatta costruire dal Presidente Gronchi negli anni Cinquanta del XX secolo.

L’appello è rivolto soprattutto alla Provincia di Pisa, competente in materia, affinché in sinergia con la Regione progetti e realizzi un intervento di protezione, secondo le tecniche che saranno ritenute più idonee, utilizzando i finanziamenti regionali che risultano essere ancora disponibili.
L’Ente Parco è pronto a collaborare con la Provincia di Pisa, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di valutare la possibilità di utilizzare i lavori necessari a combattere l’erosione anche per razionalizzare la fruizione dell’area, oggi interessata da fenomeni di degrado e scarso rispetto delle regole. In ogni caso il tempo per intervenire è scarso e il Parco intende fare la sua parte per proteggere il patrimonio ambientale e culturale che la Tenuta di San Rossore custodisce da secoli.

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