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Il carnevale a Marina, raccontato da Nerini

Per il consigliere è una tradizione da recuperare: "Salutiamo con estremo entusiasmo l'impegno del Centro Commerciale Naturale"

PISA — "Bisogna salutare con estremo entusiasmo il carnevale che il Centro Commerciale Naturale di Marina ha messo su per oggi pomeriggio coinvolgendo i commercianti". A dirlo è il consigliere comunale per Noi adesso Pisa Maurizio Nerini.

"La popolazione di Marina dalla sua nascita ufficiale nel 1872 era costituita da alcune famiglie di pescatori, da quelle dei primi costruttori dei "bagnetti", da altre di contadini che abitavano le case dell'immediato entroterra oltre che dai malati e dai loro parenti dell'Ospizio Marino. É solo nei primi anni del ‘900 che la cittadina ebbe effettivamente un grande sviluppo dettato dalla presenza della linea ferroviaria e poi negli anni '20 dal Cantiere di Boccadarno che attirò molte giovani famiglie che si trasferirono da Pisa.

La voglia di divertirsi propria in questo periodo dette vita all’idea di fare un carnevale in grande stile. Dalle fotografie che abbiamo furono approntati da artigiani che lavoravano al Cantiere dei carri carnevaleschi di pregevole fattura, di dimensioni ragguardevoli e in genere trainati da buoi. Le cronache del tempo accostarono quindi il carnevale di Marina a quello di Viareggio e di Nizza per la spettacolarità e le presenze di pubblico. Pubblico dovuto soprattutto alla facilità con cui si poteva raggiungere la costa con il Tramino. Pubblico che in alcune foto dell’epoca è costituito quasi esclusivamente da uomini e ….uomini col cappello! Poi tutto questo si è perso ...

Bisogna attendere gli anni '70 per rivivere quei fasti quando quel geniaccio di Carlo Grassini e la vulcanica Ghega con il loro studio di grafica e pubblicità CGF riuscirono a coinvolgere i Marinesi nell’allestimento dei un nuovo carnevale con carri e feste sontuose. A sviluppare l’idee di Grassini ci pensarono artigiani che si erano formati negli studios cinematografici della Pisorno e il risultato fu imponente. A Grassini si deve anche l’icona del nuovo carnevale Marinese il “Ganascione” una sorridente semplicissima maschera che metteva allegria solamente a guardala. Con l’aggiunta di una cannuccia in bocca fu il motivo trainante anche della versione estiva di enorme successo che si svolse negli anni 81-82 con l’accattivante slogan A qualcuno piace caldo. Ma anche questa volta tutto si è spento.

20 anni dopo, Sergio Paradossi scrisse sulle pagine de Il Tirreno:“Questa manifestazione è scomparsa, più per la malavoglia dei componenti delle circoscrizioni che si sono succedute al governo del litorale,che per la disaffezione della gente. Qualcuno si domanda ancora: perché? Perché una manifestazione che non costava niente, una manifestazione unica, almeno sulla costa toscana, è stata abbandonata, con la penuria delle iniziative degli spettacoli estivi?” Rendiamoci conto conclude Nerini- di quanto sia ancora attuale il suo ragionamento"

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