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Gli avvocati del Foro di Pisa uniti per il No

28 legali spiegano perché voteranno contro la riforma: "Se al referendum vince il Sì ci sarà una decisa svolta autoritaria"

PISA — Una lettera aperta per spiegare le ragioni del No. E' quella che hanno sottoscritto 28 avvocati pisani che "Al di là dei loro diversi orientamenti culturali e politici, ritengono loro dovere civico spiegare ai cittadini i motivi per i quali intendono votare No al referendum indetto per il 4 dicembre 2016".

"La riforma Boschi -scrivono gli avvocati- approvata a stretta maggioranza ed utilizzando tutti i possibili ed immaginabili espedienti regolamentari, è stata decisa da un Parlamento sul quale gravano pesanti dubbi di legittimazione".

I legali definiscono la legge di riforma come un "Un insieme disomogeneo di modifiche della Carta costituzionale che riguardano ben 47 articoli".

"Articoli -precisano gli avvocati del Foro pisano- che trattano temi del tutto dissimili, ai quali l’elettore è chiamato a dare un semplicistico Si o No a prescindere dalle diverse materie trattate".

Dubbi anche sulla natura della riforma ("Frutto di un’ iniziativa governativa e non parlamentare come avrebbe dovuto essere nello spirito del nostro sistema costituzionale") e sul testo della stessa ("Di difficile e controversa lettura anche per i tecnici del diritto").

"L’ iter di approvazione delle leggi -proseguono i professionisti del settore forense- contrariamente a quanto viene ripetuto, non comporta alcuna semplificazione dei procedimenti legislativi, che passano dai tre attuali ad un numero imprecisato, con evidente rischio non già di accelerare, come vorrebbero far credere i sostenitori del Si, ma di complicare la tempistica dei provvedimenti."

Ma gli avvocati pisani non si fermano qui, e affrontano altri punti.
Un lungo elenco che passa dall'immunità parlamentare per i senatori-sindaci all’aumento da 50mila a 150mila firme per l’iniziativa legislativa popolare. "Con la trasparente mira -sospettano i firmatari della lettera- di seppellire definitivamente ogni forma di partecipazione attiva dei cittadini al processo legislativo".

Dubbi poi in merito alla composizione del Senato, che con l'approvazione della riforma sarebbe formato da sindaci e consiglieri regionali ("Confusionaria attribuzione di competenze legislative dalle regioni ordinarie allo Stato per una cinquantina di materie con rischio perenne di conflitto di attribuzioni"), sul ruolo degli enti locali ("L’aumentata disparità tra le Regioni ordinarie, le cui attribuzioni vengono ridotte, e le Regioni a statuto speciale che mantengono le attuali funzioni") e sulla ripartizione del numero dei senatori in relazione alle singole Regioni.

Gli avvocati pisani si soffermano anche sul rapporto tra la riforma costituzionale e la legge elettorale (Italicum) "Che -si legge nella lettera- potrebbe portare una forza politica ampiamente minoritaria nel paese ad ottenere una schiacciante maggioranza in parlamento, parlamento che sarebbe composto prevalentemente da nominati dal capo partito della forza politica che vince il ballottaggio a prescindere dall’entità del suo reale consenso elettorale".

"I sottoscritti rivolgono quindi ai colleghi un caloroso appello perché prevalga lo spirito della Costituzione vigente -concludono i firmatari- senza cedere alle lusinghe di chi millanta pretesi stimoli di modernità e governabilità, senza preoccuparsi dei danni che la riforma potrebbe provocare al nostro ordinamento democratico, patrimonio di tutti noi e che tutti noi abbiamo il dovere di difendere".

Hanno firmato l'appello gli avvocati Claudio Bolelli,  Ezio Menzione, Stefania Mezzetti, Francesco Guardavaccaro, Roberto Vallesi, Michele Teti, Christian Piras, Michele Cioni, Daniela Parrini, Ornella Aglioti, Giulio Giraudo, Clara Fanelli, Sandro Pardossi, Sergio Coco Tiziano Checcoli, Andrea Callaioli, Michela Simoncini, Anna Russo, Gina Russo, Valentina De Giorgi, Amabile Chiarini, Cristina Piolimeno, Massimo Mosca, Lionello Mazzoni, Alessandro Zarrae, Luca Canapicchi, Guido Bolelli e Chiara Persichetti.


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