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Pepi aveva ragione, quei Modigliani sono falsi

Carlo Pepi

Depositata la perizia sulle 21 opere sequestrate nel luglio scorso a Palazzo Ducale dopo l'esposto del massimo esperto di Modì, Carlo Pepi

GENOVA — Come seppe riconoscere da subito la falsità delle teste ripescate nei fossi di Livorno nel 1984, a maggio Carlo Pepi non tardò nel bollare come non di Modigliani alcune delle opere esposte a Palazzo Ducale a Genova, in una mostra presto finita nella bufera. Secondo Pepi, critico d'arte pisano, fondatore ed ex direttore di Casa Natale Modigliani e membro degli Archivi Modigliani per volontà della figlia dell'artista, almeno tredici opere esposte erano palesemente non attribuibili al maestro livornese. Dopo poco 21 opere furono sequestrate.

Il perito Isabella Quattrocchi ha da poco depositato in tribunale la perizia sulle opere, di fatto confermando quelle che per Pepi erano già delle certezze. 

Stando alle prime indiscrezioni tutte le opere sequestrate non sarebbero opera del grande Modì e addirittura sarebbero state "palesemente falsificate". Soltanto per un disegno sarebbe stata accertata l'autenticità.

Nella vicenda ci sono già tre indagati, fra i quali il curatore della mostra, mentre i vertici di Palazzo Ducale hanno preso le distanze, definendosi "parte fortemente lesa".


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