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Frana a Ripafratta, la Procura apre un'indagine

La magistratura vuol vederci chiaro sull'evento che l'altra sera ha travolto e distrutto un'abitazione. La lista civica chiede chiarimenti al sindaco

SAN GIULIANO TERME — Si cercano responsabilità in merito alla frana dell’altra sera a Ripafratta.

La Procura della Repubblica di Pisa vuol vederci chiaro. Per questo ha aperto un fascicolo di atti relativi in conseguenza della frana che mercoledì sera ha travolto e distrutto un'abitazione nel territorio comunale di San Giuliano Terme.

In sostanza, dopo avere ricevuto una relazione dettagliata da parte della polizia municipale, la magistratura pisana intende accertare eventuali responsabilità sull’accaduto. Al momento non ci sono indagati, ma la procura vuole capire se si poteva fare qualcosa per evitare la frana. In particolare, si punterà l'attenzione sul traliccio di Terna, tuttora incombente sulla frana e per il quale il sindaco Sergio Di Maio ha firmato un'ordinanza di rimozione, al centro di una lunga querelle tra la società e il proprietario del terreno, oltre agli inquilini della casa distrutta dalla frana che da tempo ne chiedevano lo spostamento, anche sulla base di perizie predisposte da geologi di fiducia.

Intanto sulla questione c’è da registrare una presa di posizione della Lista Civica di San Giuliano Terme.

“Si accerti se sono stati rispettati i normali procedimenti amministrativi per la realizzazione dell'impianto di Terna sul territorio e si valuti se quel traliccio non sia stato la causa della frana”, affermano in una nota il capogruppo della lista civica Noi Adesso San Giuliano, Giacomo Mannocci, e il leader della formazione politica Diego Petrucci.

“Solo per fortuna – scrivono – e per la prontezza dei malcapitati la frana non si è trasformata in tragedia, ma è doveroso che il Comune chieda con forza che siano accertate le responsabilità rispetto a quanto accaduto. Andrà inoltre valutato se sono state prese tutte le dovute precauzioni rispetto alle avvisaglie avute nei mesi scorsi o se, invece, vi sia stata una sciagurata sottovalutazione del pericolo”.

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