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Roberto Salvini verso un seggio in Parlamento?

Roberto Salvini

Dopo che la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi si è tirata indietro, il consigliere regionale potrebbe essere il candidato leghista della costa

FIRENZE — Tra sei mesi andremo a votare per rinnovare il Parlamento. Non è ancora chiaro come lo faremo, ma è abbastanza evidente che la legge elettorale attuale, cioè un proporzionale con diverse soglie di sbarramento a Camera e Senato, seppure a margine di ritocco nei prossimi mesi, potrebbe essere il modello che useremo anche a primavera 2018.

Di fatto, con questo scenario, ogni partito corre ( quasi ) da solo nella speranza di piazzare più rappresentanti possibili in Parlamento. Chi è candidato nei partiti più grandi ha ovviamente più chance di essere eletto.

E le grandi manovre sembrano già cominciate: i sindaci nei comuni con più di 15mila abitanti che vogliono candidarsi devono dimettersi sei mesi prima del voto. Lo ha fatto Massimo Mallegni ( Forza Italia ) a Pietrasanta, non lo ha fatto Susanna Ceccardi ( Lega nord ) a Cascina.

E proprio questa rinuncia potrebbe aprire un altro scenario: la candidatura per la Lega, alla Camera, sulla zona della Costa, o al Senato, su base regionale, dell'attuale consigliere regionale Roberto Salvini, che alle ultime elezioni regionali ( 2015 ) ebbe un successo personale rilevante con 5500 preferenze, battendo la favoritissima Ceccardi ( 4400 ) nel collegio pisano. 

Teoricamente alla Camera e al Senato se si votasse domani con la legge attuale, i collegi sarebbero regionali per il Senato e pluriprovinciali per la Camera ma vige ancora ( tranne i capilista bloccati ) il sistema delle preferenze. Con questo metodo nel 2013 il Pd in Toscana promosse 24 deputati, il M5s cinque, Forza Italia 4 e la Lega neppure uno.

Ma i numeri sono radicalmente cambiati nel giro di poco tempo. Basti dire che due anni dopo, alle elezioni regionali appunto, la Lega col 16% è diventato il secondo partito della Toscana dietro il Pd e davanti anche al M5s. Cifre che, se ripetute, porterebbero sicuramente all'elezione di deputati e senatori.

In questa logica Roberto Salvini ( una "omonimìa" con il segretario Matteo Salvini che in parte ha fatto gioco e che potrebbe rifarlo in misura ancora maggiore alle politiche, portando voti al partito ) ha forti possibilità di essere della partita. 

Non solo se decidesse di correre e fosse eletto in parlamento, in Regione la Lega manterrebbe un consigliere pisano. Infatti subentrerebbe il terzo arrivato perchè Susanna Ceccardi, arrivata seconda, ha già fatto sapere che intende proseguire il suo lavoro da sindaca di Cascina. E il terzo arrivato sarebbe, Franco Romagnoli, residente a Marina di Pisa, il quale a maggio 2015 prese quasi tremila preferenze. Romagnoli, libero professionista, adesso pensionato, è stato un leghista della primissima ora e nel partito a livello provinciale ha sempre avuto incarichi di vertice che lo hanno portato, dallo scorso anno, anche a guidare la sezione della Lega nord di Pontedera. Nel 2013 Romagnoli si candidò al Senato, senza essere eletto e, nel lontano 1998, corse addirittura, sempre per la Lega, in solitaria, per diventare sindaco di Pisa ottenendo 490 voti.

Una ultima considerazione di fondo: nel 2013 si votò con questo sistema, causando un sostanziale pareggio che rischia di ripresentarsi anche tra qualche mese, causando ingovernabilità e mancanza di numeri per formare il governo e forse anche la durata del prossimo parlamento potrebbe essere più breve dei cinque anni canonici. Dunque, chi si vuole candidare, deve fare i conti anche con questo scenario.

In più la Lega, in questi giorni, ha la grana del sequestro temporaneo dei fondi, seguito alla sentenza di primo grado per truffa, che ha visto la condanna di Umberto Bossi, del figlio Renzo e dell'ex tesoriere del partito Francesco Belsito. 

Alessandro Turini
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