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Non fu un matrimonio combinato

La Corte di Appello di Firenze ha scritto la parola fine sulla vicenda processuale di un gruppo di kosovari nell'ambito della vicenda sposa - bambina

FIRENZE — Una vicenda processuale andata avanti per anni nelle ultime ore ha avuto il suo epilogo. 

Nella cosiddetta storia della sposa - bambina, una kosovara all'epoca dei fatti 15enne, al centro di un matrimonio, non ci fu nè tratta di persone, nè riduzione in schiavitù, nè violenza sessuale.

La Corte di Appello di Firenze ha così assolto cinque kosovari residenti nel campo di Coltano, confermando per loro però le condanne già inflitte in primo grado a 5 e 6 anni per immigrazione clandestina.

La vicenda era cominciata nel 2010, con l'intervento della polizia nel campo nomadi tra Pisa e Livorno, col sospetto che il clan di kosovari avesse fatto arrivare la minorenne direttamente dal Kosovo per sposare un loro parente addirittura "acquistandola".

Da qui le accuse di tratta e riduzione in schiavitù, già non riconosciute in primo grado. Per la violenza sessuale di gruppo la Cassazione rinviò il giudizio in Appello, che nelle ultime ore ha assolto gli imputati anche per questi fatti.

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