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Export pisano al rallentatore

Export pisano al rallentatore nel primo semestre. Farmaceutica, abbigliamento e calzature in crescita, perdono terreno cuoio, meccanica e motocicli

PISA — A fronte di una crescita della domanda mondiale del primo semestre dell’anno stimata dall’Istituto di ricerca olandese CPB al +4,3%, l’export espresso in euro della provincia di Pisa risulta particolarmente fiacco mettendo a segno un modesto +1,2%. Un valore particolarmente contenuto che risulta addirittura inferiore rispetto alla Toscana e all’Italia che registrano anche loro risultati non particolarmente incoraggianti: rispettivamente +2,3% e +3,7%. Se la Toscana cresce grazie alla spinta di farmaceutica, metalli, pelletteria e carta, l’Italia avanza invece con il contributo dei metalli, dei mezzi di trasporto e della moda.

A Pisa il risultato complessivo è frenato dalle principali specializzazioni provinciali: il conciario (-3,0%), i motocicli (-7,2%) e la meccanica generale (-7,3%) mentre avanzano le calzature, l’abbigliamento, i mobili e la farmaceutica. 

Considerando le destinazioni geografiche delle vendite, in affanno troviamo soprattutto Europa e Asia mentre cresce l’export verso gli Stati Uniti. Questa, in sintesi, l’analisi dei dati Istat sulle esportazioni dei primi sei mesi del 2018 della provincia di Pisa diffusi oggi dalla Camera di Commercio di Pisa.

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