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Elezioni e riforme, parla Modica

Luciano Modica

Il politico ex rettore dell'ateneo pisano interviene sulla riforma costituzionale e sulle elezioni regionali di maggio 2015

PISA — "Positivo che il dibattito politico cominci ad animarsi". Il politico ex rettore dell'ateneo pisano Luciano Modica interviene sulla riforma costituzionale e sulle elezioni regionali di maggio 2015: "Sono particolarmente importanti e non vanno sottovalutate". 

"La riforma costituzionale del governo Renzi, in corso di approvazione in Parlamento -commenta Modica- è destinata infatti a mutare profondamente l’assetto delle autonomie: un nuovo ruolo maggiorato assegnato alle Regioni e un nuovo equilibrio da trovare nella ripartizione delle competenze e delle responsabilità tra Regioni, Comuni e loro aggregazioni. Qual è l’indirizzo programmatico su questi temi che le forze politiche toscane indicheranno agli elettori? Quali le idee e le priorità? E’ attorno alla risposta a queste domande che dovrà ruotare il confronto nelle prossime settimane".

Durante la recente assemblea regionale del Pd Modica ha confermato la sua disponibilità a presentarsi alle primarie per il candidato presidente ed è in corso la raccolta delle firme a sostegno della sua candidatura. 

"Nelle iniziative che si tengono in tutte le province toscane -prosegue l'esponente politico- si parla di idee e si costruiscono programmi per il futuro, sulla base dei lineamenti per l’azione di governo che ho proposto a inizio gennaio. Idee e programmi che puntano ad una Toscana policentrica, delle città e dei cittadini, e si basano su alcune parole chiave come creatività, innovazione, lavoro, cultura, ambiente, in un quadro di autonomia e responsabilità per una Toscana che sia sempre più giusta, equilibrata e felice. Altre parole chiave, altre priorità dovranno essere individuate con il contributo di chi ama il bene comune".

"E’ una proposta -dice Modica- rivolta, sin dal primo appello per le primarie che lanciai a metà novembre, a tutte le forze dell’area progressista. Nessuna può ritenersi autosufficiente su scenari di così grande portata, nessuna è indispensabile. Da un confronto leale e approfondito si esce tutti arricchiti, purché sia un confronto sui programmi, non sulle persone. Solo dopo aver condiviso un programma si cercherà la persona più adatta a realizzarlo. E’ questo che i cittadini chiedono ad una politica schiettamente democratica. Senza di questo, antipolitica e astensionismo sarebbero purtroppo destinati a prevalere". 

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