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Don Ciotti e quel taglio del nastro per imparare a reagire

​“Il problema non sono mafia e corrotti, siamo noi. Possibile che gli italiani non riescano a cambiare le cose?" ha chiesto. Invocando"una legge vera" contro mafia e corruzione

PISA — “Il problema non sono la mafia e i corrotti, il problema siamo noi. Possibile che gli italiani non riescano a cambiare le cose? Il tema non è allora la legalità ma la responsabilità di ciascuno di noi nel denunciare”. 

Don Ciotti a Pisa in occasione dell'inaugurazione dell'edicola sequestrata alla mafia e oggi riconsegnata a una cooperativa che la utilizzerà a scopi sociali non esitare e non risparmia critiche a nessuno. Prima di inaugurare l'edicola di Borgo Stretto che dovrà essere un simbolo della rinascita dopo che è stata sequestrata a un soggetto ritenuto dalla procura distrettuale antimafia di Firenze vicino alle cosche, il fondatore di libera ha tenuto una lectio magistralis in cui a esaminato con lucidità e senza falsi pudori il problema della corruzione e della mafia. In provincia di Pisa, uno dei più stretti collaboratori di don Ciotti è don Armando Zappolini, parroco di Perignano impegnato con Libera nella lotta contro le mafie e le tossicodipendenze.

Ciotti ha anche aggiunto: “In Italia serve una legge vera contro la corruzione non una mezza legge come è adesso”. Ma soprattutto la gente non deve essere indifferente. Poi don Luigi Ciotti ha avuto parole di stima per la Toscana e per i Toscani che hanno saputo reagire, ora spetta ancora un volta alla toscana e in particolare ai pisani far vivere e crescere l'edicola di Borgo Stretto simbolo della risposta della società contro la malavita.

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