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Nobel per la fisica, a Pisa si fa festa a metà

L'interferometro Ego-Virgo di Cascina, Pisa

L'Accademia svedese, nell'incoronare la scoperta delle onde gravitazionali, ha premiato gli americani e menzionato soltanto l'interferometro EgoVirgo

CASCINA — Il Premio Nobel per la fisica 2017 è stato assegnato a Barry Barish e Kip S. Thorne, entrambi di Calthech, e Rainer Weiss di Mit, per il loro ruolo nella scoperta delle onde gravitazionali, come promotori e fondatori degli strumenti Ligo (Interferometer Gravitational-Wave Observatory), grazie ai quali è stata realizzata, il 14 settembre 2015, la prima misura di onde gravitazionali, a un secolo dalla loro previsione teorica nella Relatività Generale di Albert Einstein.

Un vero peccato che l'Accademia reale svedese, nell'assegnare il premio, abbia premiato soltanto agli americani, sottolineando con una menzione appena che la scoperta delle onde gravitazionali non sarebbe stata possibile senza la collaborazione fattiva dell'omologo europeo di Ligo, ovvero l'interferometro cascinese Ego-Virgo. Ecco allora che a Cascina, come a Pisa e a Roma, molti ricercatori festeggiano, ma soltanto a metà.

“In quanto collaboratori, noi di Virgo accogliamo con entusiasmo la notizia del conferimento del premio Nobel per la fisica 2017 a Kip Thorne, Rainer Weiss e Barry Barish - ha subito commentato Gianluca Gemme, che coordina la partecipazione nazionale dell’Infn al progetto Virgo -: la prima rivelazione diretta delle onde gravitazionali annunciata dalle collaborazioni Ligo e Virgo rappresenta uno dei risultati più importanti nella storia della fisica, e segna l'inizio di una nuova scienza, l'astronomia gravitazionale”.

"Ci congratuliamo con i vincitori del Premio Nobel - ha invece commentato Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Infn - e con tutti coloro che negli anni hanno lavorato strenuamente per raggiungere questo importante risultato della fisica, tra cui molti italiani, primo fra tutti Adalberto Giazotto, che ha dato un contributo fondamentale, individuando nella capacità di rivelare segnali a bassa frequenza la chiave del successo, e che già nel 2001 aveva proposto di realizzare una rete mondiale di interferometri”.

“Premiata la scoperta del secolo - ha poi sottolineato Ferroni -, realizzata dopo un secolo di attesa: giusto riconoscimento a chi con tenacia ha, per oltre vent’anni, inseguito il visionario progetto di riuscire a captare il debolissimo segnale generato da un catastrofico evento avvenuto lontano, nel cosmo".

L’annuncio della storica scoperta delle onde gravitazionali è stato dato dalle collaborazioni scientifiche Ligo e Virgo, alla quale l’Italia partecipa con l’Infn, l’11 febbraio 2016, nel corso di due conferenze stampa congiunte, negli Stati Uniti a Washington nella sede della National Science Foundation (Nsf), che finanzia il progetto Ligo, e in Italia a Cascina, dove si trova lo European Gravitational Observatory (Ego), che ospita e gestisce l’interferometro Virgo.
La prima rivelazione delle onde gravitazionali era avvenuta il 15 settembre 2015 a opera degli interferometri gemelli Advanced Ligo, negli Stati Uniti. Nel corso del successivo periodo di osservazione, altre due rivelazioni sono state annunciate. Dal 1° agosto 2017, l’interferometro Virgo si è unito ai due Ligo nella presa dati: questo ha portato a una nuova osservazione di onde gravitazionali, annunciata il 27 settembre 2017, nel corso di una conferenza stampa congiunta delle collaborazioni Ligo-Virgo che si è tenuta nell’ambito del G7 Scienza a Torino. Con questa prima rivelazione a tre strumenti, che consente di localizzare la sorgente delle onde gravitazionali con inedita precisione, siamo così entrati nel vivo dell’era dell’astronomia gravitazionale, un modo completamente nuovo per studiare il nostro universo.

“Il premio - ha poi aggiunto Gemme - è un riconoscimento al talento individuale e al lavoro collettivo di oltre mille fisici, ingegneri e tecnici, provenienti da ogni parte del mondo. L'Italia e i suoi centri di ricerca hanno avuto un ruolo di primissimo piano nella scoperta delle onde gravitazionali grazie al progetto Virgo, nato dall'idea di Adalberto Giazotto e del francese Alain Brillet”. 

"Virgo ha rappresentato un grande passo avanti nella tecnologia degli interferometri: è stato, infatti, il primo rivelatore al mondo capace di scendere alle basse frequenze, aprendo la strada all'americano Advanced Ligo. Adalberto Giazotto è stato inoltre il pioniere dell’idea della rete globale di rivelatori, che da oltre un decennio, grazie alla stretta collaborazione tra Ligo e Virgo, è diventata una realtà e ha contribuito in maniera determinante alla scoperta che oggi viene celebrata”, conclude Gianluca Gemme.

“L’intera collaborazione Virgo si congratula e festeggia con Ray, Kip e Barry", ha commentato Fulvio Ricci, ricercatore Infn e professore alla Sapienza Università di Roma, che era alla guida della collaborazione Virgo quando è stata realizzata la scoperta: “Hanno giocato un ruolo cruciale in questa scoperta. La prima rivelazione diretta di un segnale di onda gravitazionale è la fine di un lungo processo. Loro hanno contribuito con idee e azioni originali, che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato, una pietra miliare nella storia della fisica moderna”.

“Questo premio è uno straordinario riconoscimento per un’intera comunità", ha quindi commentato Giovanni Losurdo, ricercatore Infn responsabile del progetto Advanced Virgo, che ha consentito all’esperimento europeo di unirsi ai due Ligo: “Una comunità che, per decenni, ha perseguito una linea di ricerca del tutto nuova realizzando macchine come Ligo e Virgo, e che è stata in grado di aprire una nuova finestra osservativa sul cosmo: un contributo non solo scientifico, ma al patrimonio culturale universale. Siamo appena all’inizio di una nuova avventura, di cui l’Infn e l’Italia sono tra i protagonisti. Altre scoperte da Nobel certamente seguiranno nei prossimi anni”.

“L’attribuzione del premio Nobel 2016 agli iniziatori della moderna ricerca delle onde gravitazionali - ha infine commentato Federico Ferrini, direttore di Ego - è un chiaro riconoscimento agli scienziati che in tutto il mondo hanno lavorato con idee innovative e originali in questo settore per decenni, ma è anche un forte incentivo per le prospettive di conoscenza dell’universo con questo nuovissimo strumento di indagine, che ora vede l’Europa e l’Italia in prima fila con l’interferometro Advanced Virgo”.

Guido Bini
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